Articoli marcati con tag ‘Roberto Benigni’

Il grande cinema da Fellini a Troisi e Benigni raccontata da Osvaldo De Micheli

Olvaldo De Micheli ha pubblicato La mia dolce vita. Il grande cinema da Fellini a Troisi e Benigni” (Edizioni Sabinae) in cui racconta il clima irripetibile della “dolce vita” e del cinema al quale ha dedicato tutta la sua carriera professionale. De Micheli è stato capo dell’ufficio stampa e pubblicità della Cineriz e della Rizzoli Film dal 1960 al 1982 e nel 1985 fonda l’agenzia Demba Cinema, Associata Unicom. Ha esordito con Fellini per il lancio de “La dolce vita” ed ha collaborato al successo di film diretti da famosi registi quali Luchino Visconti, Pietro Germi, Francesco Rosi, Ettore Scola, Marco Ferreri, Claude Lelouch, Marco Bellocchio, Massimo Troisi, Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores, Carlo Verdone e Roberto Benigni. 13 premi vinti in carriera. Nel 1989 il “Centro Studi di Cultura Promozione e Diffusione del Cinema” sancisce che con 1.316 film lanciati ha stabilito un record mondiale. Ad oggi i film promossi sono oltre 2.000. Tra i vari aneddoti: “Raccontai a Fellini, per Otto e mezzo che avevo trovato una magnifica idea di un grafico cecoslovacco, un artista che doveva restare sconosciuto, perché all’epoca della cortina di ferro non avrebbe potuto presentarsi né lavorare in Italia. Federico ne fu entusiasta. Svelai la sua identità (ndr era Bedřich Dlouhýsolo molti anni dopo ai Longardi, i suoi storici press agent!”. Su youtube Francesco Gesualdi, Radio Ies, intervista Olvaldo De Micheli.
E’ inoltre rappresentante Unicom nel Consiglio d’Amministrazione di Audimovie.

cover La mia dolce vita. Il grande cinema da Fellini a Troisi e Benigni

Art.4 della Costituzione Italiana: il diritto al lavoro. L’esegesi di Roberto Benigni

Art. 4 – La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Roberto Benigni: Sentite il 4. “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro” Sono profetici. Ci sono le soluzioni a tutti i nostri problemi qua dentro. Se uno li va a vedere c’è scritto quello che dobbiamo fare. Roberto Benigni.2“Riconosce”,Il diritto al lavoro è promuovere” I verbi sono sempre quelli: attua, promuove, riconoscere, spinge. Sempre a volere, a volere. “Promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.” Cioè ogni Governo, qualsiasi Governo, deve lavorare per promuovere il lavoro, perché il lavoro è sacro. Ed ogni legge che va contro il lavoro è un sacrilegio. Questo ci stanno dicendo. “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.Mah, io dico la bellezza “materiale o spirituale” tu devi contribuire a farmi stare bene col corpo e l’anima. Sono uguali. La grandezza di aver messo insieme quel materiale e spirituale. Il lavoro è proprio il primo principio. Tu è inutile che mi dai tutti i diritti, se non ho lavoro. Non sono niente perché sono morto fisicamente ed anche socialmente, non sono nessuno. Quindi la prima cosa che mi devi dare è il lavoro perché ci si fonda, sono le fondamenta. E dice che riconosce a tutte questa cosa qua. Guardate che ogni legge che va contro il lavoro è davvero un sacrilegio. Se si escludono momenti di grande bellezza che la vita ci può regalare a tutti noi, e quelli li lasciamo da parte. Amare il proprio lavoro credo che sia la vera e concreta forma di felicità sulla terra. Quello che spetta alle future generazioni, ai futuri governi non è solo cercare il lavoro, ma far sì che ognuno di noi ami il proprio lavoro. Adesso è un’altra cosa davvero da Woodstock, un sogno, però dovrebbe essere questo il sogno di tutti. Perché con la disoccupazione, le persone non è che perdono solo il lavoro, perdono se stessi, non sanno più chi sono e stanno male, producono infelicità e fanno stare male gli altri. Perdiamo tutti quando non c’è lavoro perché produce infelicità. Quando noi lavoriamo non è che modifichiamo solo l’oggetto al quale  stiamo lavorando, modifichiamo noi stessi, diamo una forma alla nostra vita. Quella è la grandezza del lavoro. Quando ci danno la busta paga, dentro la busta paga non troviamo solo i soldi, troviamo un’altra ricompensa: noi stessi. Quella paga non è avere, è essere. ESSERE. Quella è la cosa importante. E’ proprio la nostra libertà, la nostra indipendenza, la nostra dignità, la nostra vita. I Costituenti sapevano il legame strettissimo che c’è tra il lavoro e la nostra personalità, lo sviluppo della nostra personalità. Quando riceviamo il compenso, quel compenso non dà solo da mangiare al corpo, nutriamo l’anima e i Costituenti lo sapevano. Per questo se non c’è lavoro crolla tutto. Crolla la Repubblica e crolla la Democrazia che sono appunto il corpo e l’anima delle nostre Istituzioni. Crolla tutto senza lavoro…

Video tratto dallo show televisivo “La più bella del mondo” in cui Roberto Benigni spiega i dodici principi fondamentali della Costituzione Italiana.