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Ad Asti in mostra le storie dell’Italia che ce l’ha fatta

Sino al 3 novembre i tre palazzi storici della città Mazzetti, Alfieri ed Ottolenghi ospitano la rassegna “La Rinascita, Storie dell’Italia che ce l’ha fatta, 1945-1970”.  Attraverso un percorso articolato in quinquenni viene raccontato il repentino cambiamento che ha portato l’Italia prostrata dalla Seconda Guerra Mondiale alla fiducia incondizionata per la nuova modernità.

Ad Asti in mostra le storie dell'Italia che ce l'ha fatta Candy di Pietro Geranzani 1954Ad Asti in mostra le storie dell'Italia che ce l'ha fatta Oggetti in cassetta di legno incollata su cartone 1960Ad Asti in mostra le storie dell'Italia che ce l'ha fatta Erberto Carboni 1952 per BarillaAd Asti in mostra le storie dell'Italia che ce l'ha fatta Fiat 600, 1955Ad Asti in mostra le storie dell'Italia che ce l'ha fatta La sala Moplen alla Fiera di Milano 1957Ad Asti in mostra le storie dell'Italia che ce l'ha fatta calcio-umberto agnelli presidente-della-federazione-italiana-gioco-calcio-e-della-juventus-1959

Ad Amburgo il costruttivismo russo di Alexander Rodchenko

Sino al 15 settembre Bucerius Kunst Forum ospita la mostra “Rodchenko. A New Era” . Si tratta di un’esposizione di oltre 150 opere di uno dei massimi esponenti del costruttivismo Alexander Rodchenko (1891 – 1956). Nei suoi dipinti, collage, fotomontaggi, fotografie, sculture, pubblicità e tipografia catturò la trasformazione positiva e dinamica della società russa degli anni successivi alla Rivoluzione d’Ottobre.

Ad Amburgo il costruttivismo russo di Alexander RodchenkoAd Amburgo il costruttivismo russo di Alexander Rodchenko.1Ad Amburgo il costruttivismo russo di Alexander Rodchenko.2Ad Amburgo il costruttivismo russo di Alexander Rodchenko.3Ad Amburgo il costruttivismo russo di Alexander Rodchenko.4Ad Amburgo il costruttivismo russo di Alexander Rodchenko.5

A Gorizia una mostra sulla réclame del primo ‘900

Sino al 29 settembre la Fondazione Carigo ospita la mostra “Réclame, manifesti e bozzetti del primo ‘900 dal Fondo Passero-Chiesa”. Un percorso espositivo, suddiviso in nove sezioni, che ripercorre la ricca attività del primo ‘900 dello Stabilimento litografico Passero-Chiesa di Udine.

1a mostra provinciale e sagra delle ciliege di Tulli Crali  1932 Fondazione CarigoCartellone di V. Missano  Udine Pennelli anni '30 Fondazione CarigoJesolo di Pietro Antonio Sencig  1937 Fondazione CarigoLodis crema per calzature 1935 ca Fondazione CarigoMarsalovo Cudia anni '30 Fondazione CarigoSettimana del vino Istriano Pola di Gigi Vidris  1937 Fondazione Carigo

A Genova la fotografia giapponese dell’ottocento

Fino al 25 agosto il Palazzo Ducale ospita la mostra “Geishe e samurai. Esotismo e fotografia nel Giappone dell’Ottocento”. Si tratta di un’esposizione di 112 stampe fotografiche originali di geishe e samurai, realizzate fra il 1860 e i primissimi anni del Novecento. Il percorso espositivo è diviso in cinque sezioni e offre l’occasione per approfondire un momento della fotografia nipponica denominata Scuola di Yokohama”, la cui caratteristica era nell’unire la fotografia con la tradizione delle grafiche giapponesi, realizzando stampe fotografiche su carta all’albumina colorate a mano.

A Genova la fotografia giapponese dell'ottocento Corriere tatuato, 1889-1914 ca. © 2013 Città di Lugano – Museo delle CultureA Genova la fotografia giapponese dell'ottocento Due donne raccolgono molluschi sottocosta, 1890 ca. © 2013 Città di Lugano - Museo delle CultureA Genova la fotografia giapponese dell'ottocento Geisha che gioca con una palla legata a un filo, 1900 ca. © 2013 Città di Lugano - Museo delle CultureA Genova la fotografia giapponese dell'ottocento Lottatori, 1870 ca. © 2013 Città di Lugano – Museo delle CultureA Genova la fotografia giapponese dell'ottocento Risciò davanti a case da appuntamenti nel quartiere di Matsushima a Ōsaka, 1880 ca.A Genova la fotografia giapponese dell'ottocento Venditore ambulante di scope, 1880-1890 ca. © 2013 Città di Lugano – Museo delle Culture

In mostra a Londra il potere e la persuasione della Propaganda

Sino al 17 settembre la British Library ospita la mostra “Propaganda: Power and Persuasion”. Si tratta di una raccolta di manifesti, filmati, fumetti, libri, bandiere, francobolli che dimostrano il potere della propaganda. La mostra si articola in sei sezioni: la prima esamina le origini della parola e presenta alcuni dei primi esempi che risalgono all’antica Grecia. Le sezioni successive riguardano la propaganda in relazione alla nazione, compresa la creazione del culto della personalità; incentrata sulla denigrazione del nemico e come mezzo di legittimazione dei conflitti e di mantenimento della morale. La mostra evidenzia anche come lo stato promuove temi quali l’alimentazione, maternità e sicurezza stradale. L’ultima parte evidenzia la propaganda del 21 ° secolo e su come è stata condizionata dai social media ed internet.

Ritratto di Napoleone nelle vesti di imperatore di Jean-Baptiste Borely 1813Gibraltar di Charles Pears 1930 per il Marketing BoardIl giovane Mao in marcia verso Aniyuan.1Il giovane Stalin legge  di Irakli Toidze nel 1949La ragazza Dai capelli bianchi Manifesto cinematografico cinese 1950Manifesto pattriotico utilizzato durante la II Guerra MondialeBert la Tartaruga informa la gioventù americana come prepararsi per un attacco nucleare, 1950Murales di Hugo ChavezCarte da gioco distribuite tra le truppe della coalizione durante l'invasione in Iraq 2003