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Il grande cinema da Fellini a Troisi e Benigni raccontata da Osvaldo De Micheli

Olvaldo De Micheli ha pubblicato La mia dolce vita. Il grande cinema da Fellini a Troisi e Benigni” (Edizioni Sabinae) in cui racconta il clima irripetibile della “dolce vita” e del cinema al quale ha dedicato tutta la sua carriera professionale. De Micheli è stato capo dell’ufficio stampa e pubblicità della Cineriz e della Rizzoli Film dal 1960 al 1982 e nel 1985 fonda l’agenzia Demba Cinema, Associata Unicom. Ha esordito con Fellini per il lancio de “La dolce vita” ed ha collaborato al successo di film diretti da famosi registi quali Luchino Visconti, Pietro Germi, Francesco Rosi, Ettore Scola, Marco Ferreri, Claude Lelouch, Marco Bellocchio, Massimo Troisi, Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores, Carlo Verdone e Roberto Benigni. 13 premi vinti in carriera. Nel 1989 il “Centro Studi di Cultura Promozione e Diffusione del Cinema” sancisce che con 1.316 film lanciati ha stabilito un record mondiale. Ad oggi i film promossi sono oltre 2.000. Tra i vari aneddoti: “Raccontai a Fellini, per Otto e mezzo che avevo trovato una magnifica idea di un grafico cecoslovacco, un artista che doveva restare sconosciuto, perché all’epoca della cortina di ferro non avrebbe potuto presentarsi né lavorare in Italia. Federico ne fu entusiasta. Svelai la sua identità (ndr era Bedřich Dlouhýsolo molti anni dopo ai Longardi, i suoi storici press agent!”. Su youtube Francesco Gesualdi, Radio Ies, intervista Olvaldo De Micheli.
E’ inoltre rappresentante Unicom nel Consiglio d’Amministrazione di Audimovie.

cover La mia dolce vita. Il grande cinema da Fellini a Troisi e Benigni

Movies in color

Movies in color è un blog in cui sono inseriti fotogrammi di film famosi con i corrispondenti Palette di Colori.

Movies in color The Shining , 1980Movies in color Amelie , 2001Movies in color American Beauty , 1999Movies in color Deserto rosso , 1964Movies in color Goodfellas , 1990Movies in color I Tenenbaum , 2001Movies in color Magnolia , 1999Movies in color My Geisha , 1962Movies in color Pulp Fiction , 1994

La Festa del Cinema e il rilancio di Audimovie

Di fronte alla crisi del cinema, riscuotono grande successo le iniziative promosse dalle associazioni degli esercenti come i biglietti scontati durante la Festa del Cinema. Al contempo viene rilanciata Audimovie, la società di monitoraggio dell’affluenza nelle sale cinematografiche che si è riorganizzata per offrire dati sempre più accurati. Leggi il resto di questo articolo »

L’espressionismo tedesco nel cinema

Al termine della guerra, la Germania poteva vantare una florida industria cinematografica. Dal 1918 fino all’arrivo del nazismo la produzione fu seconda solo a quella di Hollywood per innovazioni tecniche e influenza sul mercato mondiale. Dal 1920 al 1926 prosperò un grande movimento stilistico: l’espressionismo. Nel febbraio del 1920, a Berlino, veniva proiettato  “Das Cabinet des dr. Caligari” di Robert Wiene. La sua originalità ne decretò l’immediato successo. I critici sostennero che lo stile espressionista, in quel periodo già stabilmente affermatosi in molte altre arti, era giunto anche al cinema. Rappresentava una reazione al realismo, il tentativo di esprimere, attraverso distorsioni estreme, le emozioni più vere e profonde.
Il film dimostrava come le ricostruzioni in studio potessero avvicinarsi alla stilizzazione della pittura espressionista.
Nel cinema espressionista l’incisività espressiva legata alla figura umana si estende ad ogni elemento della messa in scena. L’azione procede a sbalzi e la narrazione subisce delle pause o semplicemente rallentaquando gli elementi si dispongono in una forma tale da catturare l’attenzione dello spettatore.
Era comune il ricorso a superfici stilizzate, a forme simmetriche che spesso venivano giustapposte ad altre simili.
L’uso della stilizzazione consentiva di relazionare elementi diversi.
L’uso della macchina da presa è più funzionale che spettacolare.
Per questo motivo difficilmente si hanno riprese particolarmente angolate, e l’obiettivo tende a rimanere su una linea perpendicolare, più o meno all’altezza degli occhi o del petto.
Tra i più grandi film espressionisti ricordiamo: “Nosferatu” (1922) di Friedrich W. Murnau, “Tatùff” ( sempre di Murnau, 1925), “Dr.Mabuse, der Spieler” (1922) di Fritz Lang.
Dal punto di vista produttivo, il periodo più proficuo dell’espressionismo si colloca tra il 1920 e il 1924.
I due soli film vennero realizzati dopo questi anni  “Faust” di F.W.Murnau, e “Metropolis” di Fritz Lang, che in pratica segnarono la fine del movimento.
I due fattori principali del declino furono gli elevati costi delle proiezioni e la partenza di diversi registi tedeschi per gli Stati Uniti. (via cinemadelsilenzio.it)

L'espressionismo tedesco nel cinema Werner Fuetterer  è  l'Arcangelo nel Faust (1926, FW Murnau dir.)L'espressionismo tedesco nel cinema Conrad Veidt  &  Lil Dagover  in  Il gabinetto del dottor Caligari  (1920, dir. Robert Wiene)L'espressionismo tedesco nel cinema Conrad Veidt  &  Lil Dagover  in Il gabinetto del dottor Caligari (1920, dir. Robert Wiene)L'espressionismo tedesco nel cinema Conrad Veidt in The Hands of Orlac (1924, dir. Robert Wiene)L'espressionismo tedesco nel cinema Genuine  (1920, dir. Robert Wiene) Scenografia dal pittore espressionista tedesco César Klein.L'espressionismo tedesco nel cinema Il Tell-Tale Heart  (1928, dir. Charles Klein)L'espressionismo tedesco nel cinema L'amore di Jeanne Ney (1927, dir. GW Pabst)L'espressionismo tedesco nel cinema M (1931, dir. Fritz Lang)L'espressionismo tedesco nel cinema Metropolis (1927, Fritz Lang)

immagini via oldhollywood.tumblr.com

I fonts art decò per il film il Grande Gatsby

Il materiale promozionale per il prossimo film di Baz Luhrmann dimostra che a volte anche i font free possono apparire eleganti se usati in un modo appropriato e non convenzionale. Per il Grande Gatsby i manifesti ed i trailers sono stati  realizzati da Concept Arts insieme al designer Harold Lohner che per l’occasione ha aggiornato e perfezionato le versioni dei suoi font Atlas ed Atlas Solid, aggiungendo un effetto tridimensionale e l’inserimento di uno strato di lucido cromato creando così la scintillante atmosfera dei ruggenti anni venti. Per il sito web ufficiale e stato usato come webfont il Newport Classic SG.

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