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Hansaplast Anti Callus lancia la campagna promozionale Belle e Impossibili firmata dall’agenzia Adverteam

Le Vintage ospita l’esclusivo evento riservato alle blogger di bellezza, moda e stile

Milano, 12 giugno 2013: Le Vintage, nel cuore del quartiere Isola a Milano, ha ospitato l’evento Hansaplast Anti Callus Belle e Impossibili. Un party esclusivo riservato alle blogger di bellezza, moda e stile che rientra nel più ampio progetto promozionale firmato da Adverteam per Beiersdorf. Una campagna volta a supportare il lancio della nuova linea Hansaplast Foot Expert Anti Callus che, oltre alle digital PR, prevede diverse attività: 2 concorsi on air fino al 15 luglio e attività di engagement sul canale web e sul punto vendita. Obiettivo: invitare il consumatore a provare la nuova linea Hansaplast, evidenziandone i plus unici nella risoluzione di una problematica particolarmente diffusa e comune. Adverteam ha ideato e sviluppato il concept, occupandosi della gestione e del coordinamento del progetto.
L’evento e le digital PR
Atmosfera glamour dal sapore retrò per l’evento tenutosi presso il negozio milanese Le Vintage. Le influencer sono state coinvolte in un’interessante e divertente attività di edutainment a cui ha fatto da sfondo la presentazione delle nuova linea Hansaplast Foot Expert Anti Callus. La dinamica: una consulente d’immagine ha dispensato utili consigli sulla scelta delle scarpe che meglio valorizzano la propria figura, illustrando al tempo stesso gli accorgimenti per avere piedi belli e sani pronti per scarpe “Belle e Impossibili”. Un modo per coinvolgere le blogger nel lancio del concorso Hansaplast.
L’attività sul web
Il concorso web “Belle e Impossibili” invita le donne a scattare una foto delle scarpe più belle e impossibili di cui si è in possesso e a pubblicarla sul sito www.hansaplast.it. Tra le 50 immagini più votate una giuria sceglierà la vincitrice che si aggiudicherà uno SPA Pedicure Party per se e tre amiche. Ogni giorno, inoltre, verrà estratto un Kit Hansaplast. Il tutto per creare un legame affettivo col brand grazie al quale le consumatrici possono tornare a indossare le proprie scarpe preferite. Le modalità di accesso al concorso web non prevedono la presentazione di prova d’acquisto. Una meccanica studiata da Adverteam per massimizzare l’adesione al concorso, fare traffic building e favorire il buzz sui social network.
Promozione sul punto vendita
Presso i punti vendita coinvolti nell’iniziativa sarà attiva una consumer promotion: con l’acquisto di due prodotti della nuova linea Hansaplast Foot Expert Anti Callus si avrà la possibilità di partecipare all’estrazione finale di una Samsung Digital Camera. Un’azione di push sulle vendite dall’approccio tradizionale che rivela sua efficacia nella capacità di influire sulle scelte del consumatore direttamente nel punto vendita.

Credits
Guido Cerretani (supervisor), Barbara Tajariol (senior account), Marsha De Marzo (creatività), Federica Uboldi (produzione).

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Angelo Po con Adacmaster per l’advertising 2013: gusto e lifestyle

Angelo Po, eccellenza italiana da oltre 90 anni tra i protagonisti mondiali nella progettazione e produzione di soluzioni integrate per la cucina professionale, affida ad Adacmaster Communication la direzione creativa per la campagna advertising 2013, pianificata sulle principali testate della stampa di settore internazionale.
Il claim “Taste and Lifestyle since 1922” esprime l’essenza della ristorazione professionale secondo Angelo Po: una storia di eccellenza tutta italiana nel saper progettare strumenti all’avanguardia per la cucina, costruita sui valori di tradizione e innovazione, esperienza e ricerca tecnologica continua.
La campagna esordisce con il primo dei tre soggetti programmati, dedicato al lancio del blocco cottura personalizzabile Monolithe, la nuova soluzione sviluppata per la ristorazione commerciale di alto livello presentata in anteprima al Salon di Lione a gennaio, e che sarà protagonista dello stand Angelo Po ad HOST 2013 – Fiera Milano dal 18 al 22 ottobre.
Monolithe racchiude tutta l’esperienza del saper progettare cucine affidabili e ad altissime prestazioni per tutte le esigenze di cottura, presentando inoltre soluzioni assolutamente innovative rispetto agli standard di configurazione, consentendo al cliente utilizzatore finale la massima libertà di personalizzazione degli elementi di design in base allo stile della propria cucina.

Angelo Po con Adacmaster per l'advertising 2013 gusto e lifestyle

Eco-Packaging, Sinergia Adv con Del Giudice sul gradino più alto al concorso nazionale ‘Le Stelle del Biologico’

Con la bottiglia 100% naturale di Bio Fresco Del Giudice, l’agenzia pubblicitaria pescarese vince il prestigioso contest organizzato da Ismea e Mipaf per premiare le migliori iniziative di comunicazione sui prodotti biologici italiani.

Festeggiati i 25 anni con un interessante convegno sulla realtà aumentata, Sinergia Advertising consegue un grande risultato che si colloca nella sua già ricca bacheca. Cogliendo l’opportunità del lancio di un prodotto altamente innovativo, forte di un feeling

BIOFRESCO_DEL GIUDICEconsolidato con l’azienda Del Giudice, la creatività strategica made in Sinergia ha fatto centro ricevendo il prestigioso primo premio al concorso nazionale Le Stelle del Biologico, categoria ‘packaging ed etichettatura’, evento organizzato in tandem dall’Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) e il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.
A sbaragliare la concorrenza (oltre 40 partecipanti, con brand specializzati nel bio del calibro di Alce Nero, Almaverde e Naturasì) il Latte Bio Fresco Del Giudice nell’innovativa bottiglia 100% naturale.
Il riconoscimento è stato consegnato lunedì 20 maggio in un convegno svolto durante la fiera internazionale Tuttofood di Milano, a ritirarlo Erika Del Giudice in rappresentanza dell’azienda molisana e Fabio di Camillo per Sinergia Advertising. Si tratta di un premio che va a sottolineare la vena creativa, il dna di un’agenzia che ha scritto, e continua a scrivere, pagine importanti della storia di aziende abruzzesi e non di qualsiasi taglia…con una predilezione per il packaging che possiamo definire il fiore all’occhiello di Sinergia. Nel tempo Sinergia ha infatti ‘griffato’ i pack di big della scena imprenditoriale abruzzese, ancora oggi sugli scaffali di negozi e supermercati svettano le buste di Pasta De Cecco ristilizzate a suo tempo, o di Pasta Delverde recentemente rivisitate con un look più moderno ma sempre ancorato ai valori del brand, per proseguire con le etichette di Cantina Tollo e Vini Citra, le specialità dolciarie di Luigi D’Amico-Parrozzo e uscendo dai confini regionali
Progeo Molini di Reggio Emilia, la distilleria Marzadro di Rovereto o l’umbra Molino sul Clitunno, oltre ovviamente all’affermata Centrale del Latte Del Giudice di Termoli, una collaborazione ultraventennale a tutto campo impreziosita dal premio attribuito a Bio Fresco. La giuria nella sezione ‘Packaging ed Etichettatura’ ha riconosciuto a Sinergia l’indovinato approccio generale, capace di trasferire sull’etichetta, e la comunicazione più in generale, i valori fondanti del brand e le peculiarità di un latte fresco in bottiglia ottenuta da materie prime vegetali rinnovabili, primo caso in Italia nel lattiero-caseario.
Sinergia non solo ha condiviso la scelta strategica del contenitore ‘green’ ma ne ha esaltato le valenze con un’etichetta delicata e attuale in linea con la brand identity aziendale, etichetta ricca di informazioni compresi i vantaggi sul piano ecologico. Se da un lato va dato atto all’azienda Del Giudice di battere sentieri innovativi in periodi duri per tutti, dall’altro va riconosciuta a Sinergia Advertising l’abilità nel tradurre questi ‘slanci’ in progetti di comunicazione efficaci. Un modus operandi che l’agenzia applica in tutti i terreni della comunicazione, dall’advertising classico a internet passando per guerrilla marketing e crossmedialità…con risultati vincenti.

fotopremio

Erika Del Giudice e Fabio di Camillo (Ag. Sinergia Advertising)
in un momento della premiazione

 

Brindisi per il nuovo web site SalvaTerra Wine

È in fase di realizzazione salvaterrawine.it a cura di Cooee Italia.
SalvaTerra è la tenuta nel cuore della Valpolicella dove i fratelli Eros e Lucio Furia, vignaioli e produttori da generazioni, coltivano 15 ettari di vigneto a 500 metri sul livello del mare: il terreno si
presta alla coltivazione di uve destinate all’appassimento e alla produzione di vini strutturati e corposi, come ad esempio l’Amarone Classico della Valpolicella. L’unicità del paesaggio, la cura nella
coltivazione e la sapienza tramandata di generazione in generazione sono i fattori che rendono pregiati i vini SalvaTerra.
Per il web site, che fa una panoramica sulle radici e sulla storia della tenuta SalvaTerra, dei vigneti e dei vini prodotti, Cooee ha curato la progettazione del design e la regia dei contenuti, oltre al riposizionamento della Brand Identity.

Brindisi per il nuovo web site SalvaTerra Wine

Il prodotto è morto, viva il prodotto (di marca)

Quando vengo invitato a intervenire a convegni che parlano dell’evoluzione del marketing e della comunicazione, principalmente dei settori btb, spesso esordisco con una provocazione che spiazza sempre il pubblico: il prodotto è morto!
Per placare subito l’iniziale smarrimento (e quale occhiata fulminante, soprattutto se in sala è presente qualche responsabile ricerca&sviluppo) chiarisco che ovviamente è una provocazione ma… fino a un certo punto.

Per anni le aziende hanno cercato di sviluppare prodotti in grado di assicurare il massimo livello di qualità e di prestazioni tecniche ovvero che potessero permettere di scrivere sulle proprie schede tecniche dei numeri che testimoniassero una funzionalità superiore a quella della concorrenza.
Approccio corretto che vale anche oggi ma con una differenza: mentre qualche anno fa questo poteva rappresentare il punto di arrivo di una strategia di marketing e di sviluppo prodotto adesso rappresenta solo il punto di partenza.
Che il prodotto funzioni e funzioni al meglio non fa più la differenza, anzi è la conditio sine qua non per entare nell’arena competitiva.

Cambiate le regole della competizione si è reso necessario un “cambio di paradigma” ma anche in questo caso l’evoluzione ha quasi sempre guardato al prodotto sostenendolo con un processo di innovazione continua.
L’innovazione rappresenta senza dubbio un’attività fondamentale per la sopravvivenza dell’azienda ma presenta anche in questo caso un “problema”.
Globalizzazione, internet, abbassamento delle barriere all’ingresso minano questa strategia perché rendono il prodotto sempre più spesso facilmente e velocemente imitabile.
L’innovazione continua diventa così una corsa continua con un ciclo di vita sempre più breve e che in prospettiva potrebbe non garantire un arco temporale di competitività sufficientemente lungo per rientrare dagli investimenti.

E qui torniamo alla provocazione iniziale.
Il prodotto è morto perché da solo non è più in grado di garantire un vantaggio competitivo duraturo.

Quindi cosa può rendere veramente unica e inimitabile l’azienda?
Il suo dna ovvero la sua mission, la sua vision, il suo stile imprenditoriale, la sua organizzazione, le sue relazioni con l’ambiente di riferimento, la sua immagine e anche, ovviamente, i suoi prodotti e il suo approccio all’innovazione.
Sono inimitabili tutti quegli aspetti, anche e soprattutto intangibili, che di fatto trasformano un’azienda in un brand.

A questo punto molti mi rispondono che brand e btb sono due realtà distanti.
E qui bisogna spiegare l’equivoco.
Il concetto di brand è qualcosa di diverso (e molto più ampio) di quello che negli anni abbiamo mutuato dal mondo del fashion e del largo consumo.
Per essere di marca, un’azienda non deve essere necessariamente conosciuta da mezzo mondo e non deve necessariamente spendere qualche milione di euro in comunicazione.
Essere una marca (e avere un prodotto di marca) non è una questione di notorietà, di pubblicità e di diffusione/usabilità del prodotto.
È una questione di “far bene” il proprio lavoro con un sistema azienda in grado di mantenere in qualsiasi momento e in qualsiasi contesto le promesse (che possono spaziare dalla performance di prodotto, al rispetto dei tempi di consegna, dall’attenzione del customer care allo stile di risposta della centralinista).

Costruire un brand quindi vuol dire individuare una serie di peculiarità uniche dell’azienda e su queste costruire un modello evolutivo in grado di durare adattandosi in modo pro-attivo a un mondo che cambia non più in modo lineare ma esponenziale.
Poi come in tutte le attività, far bene le cose non è sufficiente…bisogna anche comunicarle… e comunicarle bene (perché anche lo stile comunicativo contribuisce a costruire una marca).

Federico Rossi
direttore strategia
Sintesi Comunicazione

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