Articoli marcati con tag ‘Alfred Hitchcock’

L’omaggio ad Alfred Hitchcock di Jean-Baptiste Lefournier

Il designer e filmaker Jean-Baptiste Lefournier ha realizzato un breve video in omaggio ad Alfred Hitchcock in cui ha inserito anche alcune musiche originali rielaborate dal sound designer Cyril Balta. I film menzionati sono La signora scompare, Il caso Paradine, La finestra sul cortile, Il ladro, Nodo alla Gola, La congiura degli innocenti, La donna che visse due volte, Gli Uccelli, Io ti salverò, Psycho, Sabotatori, Il delitto perfetto ed Il club dei trentanove.

L'Omaggio ad Alfred Hitchcock di Jean-Baptiste Lefournier.2L'Omaggio ad Alfred Hitchcock di Jean-Baptiste LefournierL'Omaggio ad Alfred Hitchcock di Jean-Baptiste Lefournier.1

Le migliori opere del famoso fotografo Albert Watson

Albert Watson ha studiato graphic design presso il Duncan Jordanstone College of Art and Design nonché cinema e televisione presso il Royal College of Art. Ha realizzato dalla metà degli anni ’70 fino ad oggi oltre 200 cover per Vogue e 40 cover per la rivista Rolling Stone. Autore di numerosi libri fotografici è molto conosciuto per il ritratto del 2006 di  Steve Jobs. Questi durante il servizio fotografico Jobs gli chiese: “Cosa vuoi che io faccia ‘?. E Watson rispose “Voglio il 100 per cento del contatto visivo con la fotocamera … Basta che pensi al tuo prossimo progetto ed alle persone che ti hanno sfidato”.

Le migliori opere del famoso fotografo Albert Watson Steve Jobs Le migliori opere del famoso fotografo Albert Watson Memorie di una geisha Le migliori opere del famoso fotografo Albert Watson Sade Le migliori opere del famoso fotografo Albert Watson Alfred Hitchcock Le migliori opere del famoso fotografo Albert Watson Jack NicholsonLe migliori opere del famoso fotografo Albert Watson Johnny Depp

Il discorso sulla creatività di John Cleese dei Monty Python

Il geniale creatore, co-protagonista e co-autore dei Monty Python e Fawlty Towers John Cleese appare in un video in cui parla a un pubblico fiammingo sulla creatività. Ecco le sue parole liberamente tratte:

Sapete, quando Video Arts mi ha chiesto se mi fosse piaciuto parlare sull’argomento ho risposto “no problem”!  Infatti per me parlare su come essere creativi è semplice perché ho passato gli ultimi 25 anni ad osservare la creatività di altre persone. Un paio di anni fa sono venuto a conoscenza di una ricerca in materia fatta alla Berkley negli anni ’70 dal psicologo Donald MacKinnon il quale sembrava confermare in modo scientifico tutte le mie intuizioni. Però dopo aver trascorso diverse settimane ad esaminare il problema, mi sono  convinto che quello che sto per dirvi questa sera su come si può diventare più creativi è una completa perdita di tempo perchè è inspieganile così come la musica di Mozart o la pittura di Van Gogh.
Lo psicologo e scrittore Brian Bates ha riferito tempo fa che”La maggior parte delle ricerche sulla creatività iniziata negli anni ’60 hanno percepito i limiti della ricerca stessa”.
L’unica cosa determinante per diventare creativi è il tipo di infanzia che si ha avuto e che pertanto la creatività non è un talento, è un modo di operare.

La creatività non è un’abilità che hai o non hai
Non centra niente il Quoziente Intelletivo (a meno che tu sei un super genio), ma MacKinnon ha dimostrato che gli scienziati, architetti, ingegneri e scrittori non hanno un Qi diverso dai cosiddetti “creativi”. Quindi, in che modo sono diversi? MacKinnon ha dimostrato che i creativi avevano semplicemente acquisito uno stato d’animo particolare – “un modo di operare” – che ha consentito di far ben funzionare la loro creatività naturale ed ha indicato questo dato di fatto come “capacità di giocare”. Infatti ha descritto il creativo (quando è in questo stato d’animo) come infantile. Si è in grado di giocare con le idee, di esplolarle, non per uno scopo pratico immediato ma solo per divertimento. Si gioca per se stesso operando in due modalità: chiusa ed aperta.

Modalità chiusa
E’ la modalità in cui stiamo al lavoro per la maggior parte del tempo. Si ha la sensazione di avere molti problemi da risolvere. Si tratta di persona attiva, un po’ ansiosa, impaziente anche con se stessa e pertanto non si è nè ironici nè creativi, ma stressati ed abbastanza maniacali.

Modalità aperta
Si è rilassati, espansivi, poco propositivi, più contemplativi ed inclini all’umorismo e di conseguenza più giocosi. E’ uno stato d’animo in cui la curiosità è fine a se stessa e si può ben operare in quanto non sotto pressione. In definitiva si è in grado di giocare e tutto ciò permette alla creatività naturale di affiorare.

Esempio di apertura: Alexander Fleming
Quando Alexander Fleming ha scoperto la penicillina era in modalità aperta. Il giorno precedente, aveva organizzato una serie di colture di batteri. Il giorno dopo in una di queste vi trovò una copertura di muffa. Se fosse stato in modalità chiusa l’avrebbe semplicemente gettata via. Per fortuna era in modalità aperta ed incuriosito cercò di capire il perchè la coltura era cresciuta diversamente e riuscì così a scoprire la penicillina.

Esempio di chiusura: Alfred Hitchcock
Uno scenaggiatore ha descritto come lavorava con Alfred Hitchcock. Quando si arrivava ad un blocco creativo le discussioni diventavano molto accese ed intense. Allora Hitchcock improvvisamente raccontava una storia che non aveva niente a che fare con il lavoro. In un primo momento, i presenti si sentivano quasi presi in giro, ma poi si capì che il regista lo faceva intenzionalmente. Infatti, contrario a lavorare sotto pressione affermava spesso: “Stiamo discutendo troppo, rilassiamoci” ed alla fine si riusciva sempre nell’intento.

Bisogna essere in modalità aperta quando si sta ragionando su un problema, ma una volta trovata la soluzione è necessario passare in modalità chiusa per l’attuazione. Perché una volta che si è presa una decisione, si è efficienti solo se si va fino in fondo, senza distrazioni o dubbi. Ad esempio, se si decide di saltare in un fosso, l’attimo appena prima del tuffo è un brutto momento per iniziare a rivedere strategie alternative.
Una volta che si è presa una decisione bisogna dedicarsi ad implementarla per poi tornare alla modalità aperta a rivedere il feedback al fine di decidere se ciò che abbiamo stabilito è pertinente con la fase successiva o se bisogna creare un piano alternativo per correggere eventuali errori. Poi si ritorna nella modalità chiusa per attuare la fase successiva e così via.
Sovente ci si blocca in una modalità, spesso in quella chiusa. Infatti, sotto pressione tendiamo a mantenere una visione univoca proprio nei momenti in cui bisogna fare un passo indietro e contemplare il tutto in una visione più ampia. Per la creatività è impossibile essere in modalità chiusa.

Ecco le 5 condizioni che portano alla creatività

1. Spazio: non si può diventare spensierati e creativi se si è sotto pressione. Quindi è necessario creare un po’ di spazio per se stessi dove non essere disturbati.

2. Tempo: E’ necessario creare lo spazio in un determinato periodo di tempo. Passata l’ora stabilita, la tua vita ritornerà come prima. Non avevo mai capito quanto ciò fosse fondamentale fino a quando non ho letto uno studio sul gioco dello storico olandese Johan Huizinga che afferma: “Il gioco è diverso dalla vita ordinaria, sia per quanto riguarda la località che la durata. Questa è la sua caratteristica principale: un luogo privato e a tempo limitato. Il gioco inizia e poi (a un certo punto) finisce. In caso contrario, non è giocare ” Quindi combinando i primi due fattori si crea un ‘”oasi di tranquillità” per se stessi impostando i confini di spazio e di tempo.

Distrazioni
Dopo aver chiuso la porta, essersi seduti in un posto confortevole e dopo un paio di respiri profondi e, se siete come me, dopo aver riflettuto un po’ sui problemi che si vogliono trasformare in opportunità per circa 90 secondi, ci si trova a pensare cose banali che sono urgenti piuttosto che fare cose importanti che non sono urgenti. Inoltre è anche più facile fare le piccole cose che sappiamo di poter fare, che iniziare grandi cose delle quali non siamo molto sicuri. Quindi si deve creare un’oasi di tranquillità ed essere coscienti di averla e vedrete che la mente inizierà presto a lavorare. Si sta lì con una leggera ansia ma dopo la mente si calmerà di nuovo. E’ assolutamente inutile organizzare un “spazio/tempo oasi” della durata di 30 minuti, perché proprio quando si sta entrando in modalità aperta bisogna smettere creando una certa frustrazione. Quindi è necessario concedersi un maggiore spazio di tempo. Per mia esperienza di circa un’ora e mezza e poi c’è bisogno di una pausa di una settimana, per poi cominciare di nuovo.

3. Tempo: Non si tratta di un errore, il tempo serve davvero due volte. Quando si ha un’idea bisogna essere bravi a temporeggiare e non accettarla subito come buona, ma continuare a sperimentarla. La mente non si sente mai completamente libera se oppressa dall’urgenza delle consegne e dalle scadenze. Anche se é irreale non considerarle, bisogna avere piú tempo a disposizione per permette di giocare di più con le varie possibilità prima di prendere una decisione definitiva. Sono sempre stato affascinato dal fatto che uno dei miei colleghi di Monty Python mi sembrava che avesse più talento di me, ma non aveva mai prodotto degli script originali come i miei e poi ho cominciato a capire il perché. Se era di fronte ad un problema e riusciva a vedere subito una soluzione, era incline a prenderla immediatamente. Anche se (credo) sapesse che la soluzione non era molto originale. Se fossi stato nella sua stessa situazione, anche se fossi stato fortemente tentato di prendere la via più facile io non ci sarei riuscito. Sarei rimasto lì con il problema per un’altra ora ed alla fine, quasi certamente avrei trovavo qualcosa di più originale. Il mio lavoro era più creativo del suo semplicemente perché ero disposto a rimanere più a lungo sul problema.
Quindi immaginate l’emozione quando ho notato che questo era esattamente quello che MacKinnon aveva scoperto nella sua ricerca: che i professionisti più creativi si soffermano su un problema più a lungo prima di cercare di venirne a capo, perché sono disposti a tollerare più a lungo quel leggero fastidio e l’ansia che assale quando non si riesce a risolverlo. Infatti, fino a quando non si arriva alla conlusione, ci si sente in una specie di agitazione, una tensione o un’incertezza ed a volte si prendono decisioni non perché si è sicuri che siano la soluzioni migliori ma perché prenderle ci fa sentire meglio. Le persone più creative hanno imparato a tollerare il disagio per molto più tempo.

Attenzione “A chi decide”
Trovo più difficile essere creativo con persone che vogliono avere il merito di tutto ciò che accade e che prendono decisioni immediate dando così spettacolo di sicurezza. Questo comportamento è il modo più efficace per soffocare la creatività.

Attenzione anche a prendere decisioni
Sono al 100% a favore di chi prende una decisione. Ma quando la si prende si deve poi attenersi ad essa mentre è in fase di attuazione. E’ importante quindi che prima si deve sempre porsi la domanda: “Quand’è che questa decisione deve essere presa?” E dopo aver risposto, si deve rinviareil tutto in modo di avere un altro po’ di tempo per riflettere sulla soluzione più creativa.

4. Fiducia: Quando si è nel vostro “spazio/tempo oasi” e siete entrati in modalità aperta, nulla impedisce di essere creativi a meno che si abbia paura di sbagliare. Giocare è sperimentare. La sensazione è che qualunque cosa potrà accadere. Non si può essere giocosi se sei spaventato. O sei libero di giocare o non lo sei. Come dice Alan Watts “non si può essere spontaneo entro limiti ragionevoli”. Quindi rischia di dire cose stupide, illogiche e sbagliate è il modo migliore per ottenere la fiducia necessaria per realizzare un progetto.

5. Humor: L’ umorismo ci porta dalla modalità di chiusura alla modalità di apertura più velocemente di qualsiasi altra cosa. Ridere porta tranquilità e l’umorismo ci rende spensierati. Quante volte in importanti discussioni per trovare idee davvero originali e creative si avrebbe un disperato bisogno di ironia ma poichè l’argomento in discussione è  “di vitale importanza” deve essere preso “in modo serio”. Questo atteggiamento mi sembra derivi da un equivoco di base sulla differenza tra ‘grave’ e ‘solenne’. Ad esempio se siamo seduti a un dopo cena a discutere di questioni che sono estremamente importanti come l’educazione dei figli o i nostri matrimoni o il senso della vita potremmo anche riderci sopra ma non per questo gli argomenti diminuiscono di gravità.
La solennità invece… non so’ a cosa serve. Le due cerimonie commemorative più belle che io abbia partecipato erano ricche di umorismo ed in qualche modo hanno liberato tutti noi ed ci ha reso partecipi creando una grande fonte d’ispirazione. Ma la solennità? Serve la pomposità? L’umorismo è una parte essenziale della spontaneità, della giocosità e della creatività con cui riusciamo a risolvere i problemi non importa quanto ‘gravi’ possano essere. In questa ”oasi spazio/tempo” si può ridere su tutto quello che si vuole.

Ora sappiamo come entrare in modalità aperta, l’unico altro requisito è di tenere in mente il soggetto su cui si sta meditando. Perché è questa la cosa straordinaria della creatività, basta tenere l’idea in mente in maniera benevola ma persistente e prima o poi si otterrà la ricompensa dall’inconscio. Improvvisamente sarete premiati e di punto in bianco un nuovo pensiero apparirà misteriosamente.

Gioca con le persone di cui ti fidi
E’ facile essere creativi se hai altre persone con cui giocare. Ma se c’è una persona che ti fa sentire sulla difensiva, si perde la fiducia di giocare ed alla creatività puoi dire addio. Quindi, assicurarsi sempre che i tuoi amici di gioco siano persone che ti piacciano e a cui dai fiducia. Ma non dire mai qualcosa che li faccia sentire sottovalutati dicendo  “no” o “sbagliato” o “non mi piace.” Siate sempre positivi e partite da quello che vi viene detto e dite: “Sarebbe meglio se …”;  “Io non riesco a capire, si può solo spiegare di nuovo?”; “Vai avanti …”; “E se …?” o “Facciamo finta che …”. Cercate di stabilire un ambiente il più creativo possibile.
A volte mi chiedo se il successo dei giapponesi non è in gran parte dovuto alla loro comprensione istintiva di come si utilizzano i gruppi creativi. Gli occidentali sono spesso sorpresi dalla natura non strutturata degli incontri giapponesi. Forse è solo l’assenza di vincoli di tempo, che li libera facendogli risolvere i problemi in modo creativo. Per esempio insistono sul fatto che i primi a dare il parere siano i più giovani, in questo modo possono parlare liberamente, senza la possibilità di contraddire ciò che è già stato detto da qualcuno più importante.

L’ultima cosa che posso dire sulla creatività è: l’umorismo. In una battuta, la risata arriva nel momento in cui si collegano due idee separate in un modo che genera un nuovo significato.

Impossibi intermedi
Si producono alcuni accostamenti che sono assolutamente ridicoli o assurdi.
Edward de Bon (l’inventore del pensiero laterale) suggerisce nel libro “Po: Oltre il Si e il No” che si possono provare a chiarire le vostre ipotesi giocando con collegamenti volutamente folli. Egli chiama queste assurde idee “Impossibli intermedi.”
Fa notare che l’uso di un intermedio impossibile è del tutto contrario al normale pensiero logico. Non importa se l’intermedio impossibile è giusto o assurdo, può comunque essere utilizzato come un trampolino di lancio per un’altra idea. Quindi, per riassumere: se davvero non sapete come iniziare o se si è bloccati, comiciate a realizzare connessioni casuali e permettete che la vostra intuizione vi porti in un luogo interessante.

Chiudendo la conferenza in modo ironicamente autoritaria Cleese ha affermato:

Altra cosa importante è come fermare i vostri subordinati che diventano troppo creativi e di conseguenza diventano per voi una minaccia. Nessuno apprezza meglio di me le persone creative, ma se incoraggiare qualcuno ad essere troppo creativo, la prossima mossa che farà è smuovere le acque. Se non lo stroncate sul nascere, dovrete iniziare a giustificare tutte le vostre decisioni con argomentazioni ragionate e la condivisione d’informazioni dà notevoli vantaggi nelle lotte di potere.

Infine per eliminare la creatività dall’azienda ed ottenere un po’ di rispetto bisogna:
Primo: ai subordinati che vi minacciano non permettete l’umorismo, in quanto è il solo modo in cui le persone possono esprimere la loro opposizione.
Secondo: fatevi sentire insostituibile e non perdete l’occasione di minare la fiducia dei dipendenti. Un’occasione perfetta arriva quando si rivede il lavoro che hanno fatto. Usate la vostra autorità su tutte le cose possono essere sbagliate. Mai bilanciare le cose negative con le positive, ma criticate. Ricordatevi che lodare rende arroganti le persone.
Terzo: stabilire un clima permanente di stress, di ansia e di crisi.
In una frase: tenete chiusa la modalità.
In questo modo possiamo essere sicuri che una piccola, minuscola, microscopica quantità di creatività nella vostra azienda è rappresentata solo da voi!

Però se lasciate che la vostra vigilanza si allenti anche per un momento vi potreste ritrovare circondati da persone felici, entusiaste e creative e potreste non essere più in grado di controllare completamente la situazione. Quindi state attenti!!!

Grazie

Le affissioni per le strade di Cannes

In attesa di scoprire domani chi saranno i vincitori la 65a edizione del Festival di Cannes, le vie della città sono invase da poster, insegne e banner promozionali dei film presenti alla kermesse o che arriveranno prossimamente nelle sale cinematografiche.

via www.firstshowing.net, www.ropeofsilicon.com e collider.com

I poster realizzati Saul Bass

Nessun graphic designer ha avuto un impatto maggiore di Saul Bass nel mondo del cinema. Il suo lavoro è immediatamente riconoscibile per la immediatezza e la semplicità del messaggio.  In un periodo in cui le immagini grafiche possono essere manipolate, Bass ci ricorda che una idea forte è sempre al centro di una grande illustrazione.  Saul Bass dal 1950 al 1996  ha lavorato con i maggiori registi di Hollywood, tra i quali Preminger, Hitchcock e Scorsese ed ha realizzato anche il logo e la corporate identity per AT & T, United Airlines, Alcoa e Warner Communications.  L’editore Ian Albinson di Art of the Title  ha realizzato un video per celebrare l’uscita del libro di Saul Bass: A Life in Film & Design.