Dalla teoria alla pratica. L’Osservatorio Unicom muove e cambia

Nel numero di marzo del 2013, iniziava la collaborazione tra Unicom e ADV. Con il titolo “Comunicazione che cambia: un punto di vista... permanente” debuttava il nascente Osservatorio Permanente sul Cambiamento della Comunicazione (OPCC) di Unicom. La “comunità OPCC” iniziava così un ciclo di studi basato esclusivamente sulle competenze dei nostri tutor e dei membri del comitato scientifico: professionisti, ricercatori e accademici venivano chiamati a rispondere agli stimoli del comitato di coordinamento, il quale si occupava poi di analizzarne le risposte e organizzarle in reportage tematici. Leggi il resto di questo articolo »

Osservatorio Unicom: la nuova rotta…di valore!

Appartenenza, curiosità, progetto, inclusione, rigore i cinque pilastri dell’operato del nuovo corso dell’Osservatorio Permanente di Unicom. Leggi il resto di questo articolo »

Il valore aggiunto dei professionisti della comunicazione

Unicom apre la sua casa ai professionisti per affrontare insieme i cambiamenti del settore: dall'Art Director al Social Media Planner, dal Designer al Webmaster, dall'Event Manager al Marketing Strategist… Leggi il resto di questo articolo »

Tra scienza, coscienza e conoscenza. Il ruolo della comunicazione scientifica in una società in continuo cambiamento

L’uomo è un animale sociale diceva Seneca. E per un animale sociale la comunicazione è tutto. La comunicazione è ciò che permette di condividere informazioni, sensazioni, valori, sentimenti, in altre parole di crescere, formarsi, conoscere, progredire. Tanto più in un ambito, quello tecnico-scientifico, che dovrebbe dare risposte ai principali problemi della società moderna, dalla fame alla sovrappopolazione, dall’energia all’alimentazione, dalla medicina all’ambiente. Leggi il resto di questo articolo »

Fertility Day, il consigliere Unicom Francesco Mazzo risponde alle dichiarazioni di Peter Grosser sui principi del marketing

La campagna del “Fertility Day” ha generato un polverone su cui tutti, social e meno social, hanno avuto modo di esprimere la propria opinione (più spesso contrariata). Se finora mi sono astenuto dal commentare questa mossa di avertising, dopo aver letto l’articolo/intervista all’AD di Cayenne sulla campagna riportata da ilGiornale.it non posso non evitare di spendere alcune doverose parole sulla deontologia insita nel marketing. Perché, contrariamente a quello che l’opinione pubblica tende a pensare molto spesso, anche il mondo della comunicazione pubblicitaria ha – e dovrebbe avere sempre – una propria etica. Leggi il resto di questo articolo »