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Percezioni in confronto

La nuova indagine Unicom su comunicazione e futuro conferma sostanzialmente una diversa fruizione dei media da parte di opinione pubblica e agenzie. Un dato non sorprendente, dal momento che tale fruizione è condizionata anche dal tipo di professione svolto dai comunicatori, e che si riflette di conseguenza anche sul grado di conoscenza delle nuove tendenze digitali (realtà virtuale e aumentata. IoT, ecc), molto maggiore tra le agenzie e, in misura minore, in crescita tra le generazioni più giovani.

Particolare considerazione merita la differente percezione relativa all’efficacia della comunicazione digitale e dinamica, ancora una volta decisamente maggiore tra le agenzie. Questi dati, assieme a quelli relativi alla fruizione dei media (che conferma una penetrazione del digitale ancora bassa tra gli italiani), vanno tenuti in estrema considerazione da parte delle agenzie per evitare bias ed equivoci nella corretta pianificazione delle campagne di comunicazione.

Il dato forse più interessante e indicativo emerso dalla ricerca è quello relativo al futuro dei contenuti della comunicazione: il 68% delle agenzie ritiene che questi saranno sempre più narrativi e basati sull’emozione contro il solo 26% degli italiani, che al contrario credono in una comunicazione futura più informativa e fattuale (41%). Si tratta di una visione antitetica, che, dal nostro punto di vista, spiega anche in parte la sorpresa, da parte di molti, per lo sviluppo delle recenti dinamiche politiche e di attualità nel nostro paese.

Erica Lo Buglio,
Tutor del settore sviluppo sostenibile, green economy e associazionismo internazionale – Zelian

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