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Industry 4 a 0

La comunicazione per ora cenerentola nei progetti 4.0 ma … le experience significative sono fisiche, le relazioni solide indipendenti dalla tecnologia, e le decisioni non sono razionali. Il progetto Unicom 4.0.

La comunicazione per ora cenerentola nei progetti 4.0 ma … le experience significative sono fisiche, le relazioni solide indipendenti dalla tecnologia, e le decisioni non sono razionali. Il progetto Unicom 4.0.

Il neuroscienziato portoghese Antonio Damasio sostiene che: “… è ragionevole dire che viviamo parte delle nostre vite in un futuro anticipato piuttosto che nel presente.” Ed è per questo che in Unicom abbiamo attivato un piano specifico 4.0.
Partiamo dal titolo: la prima fase della 4a rivoluzione industriale si è giocata sulla tecnologia. Incentivi per macchine e formazione: 4 gol per la tecnologia, 0 per la comunicazione.

Le experience che contano
Andiamo sul pratico. Avete puntato e investito sul cloud computing (elaborazione centralizzata) e oggi Gartner vi consiglia di passare all’edge computing (elaborazione decentralizzata). Dovete preoccuparvi? Penso di sì, se avete pensato solo alle macchine e non alle user experience, alle relazioni, ai linguaggi.
Già con il cloud il numero e la tipologia delle interazioni aumenta a dismisura. Come è pensabile quindi che questo insieme di relazioni sia gestito in modo tradizionale, solo acquistando nuove tecnologie e formando le persone al loro uso? senza tenere conto prima (nella progettazione del sistema) di tutti i livelli di comunicazione che vengono a instaurarsi?
Per dirla come alcuni guru, con le vostre scelte siete nella fase “have an edge” (essere in vantaggio) o “edge your way” (prendi con cautela)?
Molte aziende comprendono che non possono stare nella fase “cautela” perché il mondo è già 4.0 e si muove indipendentemente da chi ne fa parte.
In più l’effetto “edge” richiede di conoscere cosa accade ai margini della rete, della nostra rete, che è fisica, anche se dotata di sensori e dispositivi IoT, e di identificare e sviluppare le experience che contano. Le experience delle persone in ogni caso sono fisiche, poiché avvengono ogni volta che si sviluppa un livello di emozione, che porta al consolidamento di sentimenti che influenzano le decisioni, anche se queste ultime, a volte, paiono razionali.

Servono specialisti?
In questi giorni è uscita una nuova edizione di Manuale operativo per Nave Spaziale Terra dove Richard Buckminster Fuller dal 1960 dice di no. “Selezione e specializzazione escludono sempre un’adattabilità generale.[1]
“Bucky”, che è famoso per aver  inventato (tra l’altro) la cupola geodetica, già negli anni ‘60 sosteneva che l’evoluzione tecnologica avrebbe costretto l’essere umano a recuperare la sua innata globalità, interagendo con la totalità dei sistemi della Nave spaziale Terra. Indispensabili esperti di sistemi complessi. In più aveva visto la “Terra come una sfera sospesa in mezzo a miliardi di altre. E’ una piccola nave che solca lo spazio, l’umanità il suo timoniere.”
Ora consideriamo i mondi 4.0, dico mondi perché non possiamo parlare solo di industria. Un’impresa in un mondo 4.0 (uno per semplificare) è come un pianeta in mezzo all’universo, influenzato e influenzante tutti i campi gravitazionali. E tutti gli stakeholder, il suo timoniere.
La quarta rivoluzione industriale ha anche ampliato a dismisura la tipologia di oggetti e azioni che possono cambiare l’equilibrio di un settore, ma soprattutto ha reso ancora più invisibili le forze in gioco. Siamo in un sistema dinamico comunque coinvolti in un universo, spesso una filiera, con una profonda differenza da un universo tradizionale: puoi agire per modificare la tua attrazione gravitazionale, la tua energia, anche se la tua massa è piccola. Aumentando il numero e la qualità delle interazioni che generi.
Perché l’energia del tuo pianeta “impresa” è fatta di interazioni che, nel mondo 4.0, avvengono tra uomo, macchina, uomini, macchine, a diversi livelli da trattare in modo distinto.
Ecco perché diventa importante avere come obiettivo principale le relazioni e la comunicazione. Quindi, come ripetiamo spesso negli incontri Unicom:
L’attimo si coglie oggi.  
La quarta rivoluzione industriale 4.0 non riguarda solo un cambio di tecnologia ma, come tutte le precedenti rivoluzioni, comporta un cambio di sistema relazionale e di linguaggio.
La profonda differenza rispetto alle rivoluzioni precedenti è la velocità con cui il sistema relazionale cambia creando una nuova commistione fra comportamenti professionali e comportamenti privati. Mobile e social sono alla base di questa trasformazione.
In più questo cambio non riguarda solo l’impresa ma la filiera in cui è inserita. Cavalcare la rivoluzione può significare elevarsi nella filiera, strategico soprattutto per le PMI che potrebbero dover subire i diktat delle multinazionali.

Comunicazione, strumenti e media, sono alla base della creazione e la gestione di questa nuova matrice relazionale.

Il progetto Unicom propone un approccio specifico per gestire questo nuovo paradigma 4.0. che è la sintesi dell’esperienza di numerose agenzie associate, specializzate in differenti settori della comunicazione d’impresa: dall’advertising al BTL, dal social al digital, dall’editoria al publishing, agli eventi, al training, all’incentive e alla motivazione. Al coinvolgimento degli stakeholder, dentro e fuori l’azienda.
Oltre 1000 professionisti in grado di affrontare in maniera modulare e integrata (o integrabile) qualunque progetto adattando l’intervento alle reali necessità e agli obiettivi. Dai più semplici, che richiederebbero solo le competenze di una buona agenzia di comunicazione, ai più complessi che necessitano di una visione più strategica e di una progettazione accurata.

Unicom 4.0
ha come primo obiettivo di accrescere la cultura della comunicazione 4.0 nelle imprese attraverso incontri pubblici con le associazioni imprenditoriali, università, politecnici, scuole di design e comunicazione, o direttamente nelle imprese con

  • workshop per condividere la metodologia
  • check up in azienda
  • progetti di comunicazione crossmediali
  • sviluppo di supporti e contenuti
  • creazione di linguaggi
  • training

Per quanto molti si attardino ancora ad entrare, la partita è già cominciata e l’industry ha un vantaggio di 4 a 0 all’andata a tavolino. Ma la comunicazione, non convocata all’andata, ha tutta la partita di ritorno dalla sua.

Scopri tutti gli articoli a cura dell’Osservatorio Unicom sul sito dell’associazione  al linkwww.unicomitalia.org/articoli-unicom-academy

Maurizio Audone
Tutor OPCC Unicom Comunicazione e Marketing per Imprese 4.0

 

[1] Manuale operativo per Nave Spaziale Terra, il Saggiatore, p.55

 

 

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