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Conclusioni: CSR, questa sconosciuta!

CSR, questa sconosciuta! Sembra essere questa la principale conclusione che emerge dal secondo confronto proposto dall’OPCC Unicom tra opinione pubblica e imprese di comunicazione sulla responsabilità sociale d’impresa.Se il concetto di responsabilità sociale d’impresa suona quasi del tutto estraneo al grande pubblico (ne ha sentito parlare solo poco più del 12%), anche tra le imprese di comunicazione la percezione della CSR è spesso direttamente collegata alla sua incidenza sulla sfera etica e/o sull’immagine e reputazione aziendale.

CSR, questa sconosciuta! Sembra essere questa la principale conclusione che emerge dal secondo confronto proposto dall’OPCC Unicom tra opinione pubblica e imprese di comunicazione sulla responsabilità sociale d’impresa.Se il concetto di responsabilità sociale d’impresa suona quasi del tutto estraneo al grande pubblico (ne ha sentito parlare solo poco più del 12%), anche tra le imprese di comunicazione la percezione della CSR è spesso direttamente collegata alla sua incidenza sulla sfera etica e/o sull’immagine e reputazione aziendale.

Una possibile chiave di lettura è data dalla complessità del tema, si pensi ad esempio alla recente adozione da parte di Governi, ma anche di organizzazioni, enti, istituzioni e imprese degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (i cosiddetti SDG), che hanno finito per incorporare al loro interno temi diversissimi tra loro (dalla biodiversità ai cambiamenti climatici, dall’acqua all’energia, dalle politiche sociali e di inclusione alle smart cities e all’IT) e che di fatto vanno a costituire il nuovo ambito in cui si esplicita nel concreto la responsabilità sociale d’impresa.Non sorprende pertanto che aziende e imprese di comunicazione tendano a declinare  la comunicazione su uno o più di questi aspetti, derubricando magari la CSR a concetto tecnico per addetti ai lavori.Decisamente più preoccupanti i dubbi espressi dal 75% delle agenzie sulla credibilità delle etichette ambientali dei prodotti e il quasi 50% di opinioni negative sulla comunicazione sociale delle aziende. Segno di una sfiducia generale nel comparto industriale, che non risparmia nemmeno chi a diretto contatto con le aziende ci lavora.

Se parte della responsabilità è da addossare alle aziende, che probabilmente non riescono, possono (vogliono?) a sfruttare appieno il potenziale di una comunicazione diretta col pubblico e/o a dare input corretti alle agenzie, da parte di tutti sarebbe auspicabile (come suggerito da diverse imprese Unicom rispondenti) un diverso approccio alla CSR (e agli elementi che ne compongono l’essenza come ad esempio la sostenibilità) più condiviso e comunque meglio integrato nella strategia di business.

Andrea Lupo 
Comitato di coordinamento OPCC – Zelian

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