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Comunicazione socio responsabile: si vede poco, si sente poco, si paga molto…

I dati della ricerca condotta da EMG Acqua sono uno specchio reale e veritiero dello stato dell’arte della CSR in Italia, da un punto di vista di reale conoscenza e percepito. Un dato come il 12,4% attesta quanto poco si sia fatto per diffondere e rendere noto un concetto – per molti già presente nel proprio modus vivendi, caratterizzato da terminologie e significati diversi – per altri una novità, una   moda da cavalcare per acquisire quote di mercato, differenziarsi, apparire sexy in un mercato troppo spesso appiattito su termini obsoleti.

I dati della ricerca condotta da EMG Acqua sono uno specchio reale e veritiero dello stato dell’arte della CSR in Italia, da un punto di vista di reale conoscenza e percepito. Un dato come il 12,4% attesta quanto poco si sia fatto per diffondere e rendere noto un concetto – per molti già presente nel proprio modus vivendi, caratterizzato da terminologie e significati diversi – per altri una novità, una   moda da cavalcare per acquisire quote di mercato, differenziarsi, apparire sexy in un mercato troppo spesso appiattito su termini obsoleti.
Significativo il dato di provenienza della conoscenza: ovvero quell 26,1% di popolazione che dichiara di averne appreso notizia dalla televisione e il 36,8% delle agenzie che attribuisce a Internet la fonte dell’informazione sono una chiara dichiarazione di quanto tematiche come la CSR siano fruibili oggi in un’ottica “push” con tutti i rischi che questo comporta in termini di veridicità e completezza dell’informazione fornita e della serietà di chi la diffonde. Di certo il mancato controllo comunicato dal 45,1% è un dato chiaro di come la novità e conseguente aleatorietà costituiscano oggi un limite alla sua diffusione.
Rassicurante la percentuale significativa di coloro che vedono nella Responsabilità sociale d’impresa una funzione ed un’opportunità: in altri termini o non esiste ma dove c’è deve essere parte integrante della realtà che la detiene (funzione) e costituisce pertanto un’opportunità economica e di mercato.
In conclusione, un quadro generale: siamo in Italia, un Paese che riconosce le nuove opportunità a fronte di vincoli e obblighi legislativi che prevedono percorsi chiari e processi definiti. Una stretta collaborazione agenzia/azienda può accelerare il processo di conoscenza e integrazione e cogliere la novità trasformandola in opportunità mettendo sul piatto professionalità certe, budget coerenti e obiettivi misurabili.

Maria Grazia Persico
Tutor del settore PR, lobbing, fundraising e formazione, MGP & Partners

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