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Un tema difficile, bisogna impegnarsi di più

I dati che emergono, come evidenzia bene il commento, sono problematici e se valutiamo che la Responsabilità dell’impresa è un impegno obbligatorio della UE ci si rende conto di quanto sia da fare e come la relazione con le imprese di comunicazione risulti determinante sia per sensibilizzare gli attori economici  e sociali, pubblici e privati e per trovare le linee di comunicazione più adatte ad incrementare la relazione tra valori e regole in un campo tanto importante per la nostra vita e la Società.

I dati che emergono, come evidenzia bene il commento, sono problematici e se valutiamo che la Responsabilità dell’impresa è un impegno obbligatorio della UE ci si rende conto di quanto sia da fare e come la relazione con le imprese di comunicazione risulti determinante sia per sensibilizzare gli attori economici  e sociali, pubblici e privati e per trovare le linee di comunicazione più adatte ad incrementare la relazione tra valori e regole in un campo tanto importante per la nostra vita e la Società.
In ogni caso mi sembra che si richiami in modo preciso l’impegno delle Agenzie in questa direzione.
Quanto ai canali di informazioni mi sembra da evidenziare come i telegiornali siano spariti nel rapporto tra gli italiani e le agenzie.
Se così fosse sarebbe grave o sintomatico del fatto che le agenzie non si informano dalla tv sul tema o meglio non si informano su cosa dice la Tv sul tema e come la loro funzione non arrivi a tener conto di questo elemento.
Tenendo conto del peso della TV rispetto alla popolazione certamente questo è un aspetto che dovrebbe essere oggetto di riflessione.
Le agenzie sembrano più attente alla comunicazione digitale, ma non si evidenzia come questa attenzione si riverberi nei confronti della comunicazione social al cittadino.
Di grande interesse è la relazione tra Marchio e impatto ambientale che è cosa diversa dalla responsabilità dell’impresa rispetto alla mission in sé e alle aree di intervento della comunicazione e dell’informazione.
Inevitabili i miglioramenti relativi alla comunicazione, emerge evidente l’impianto ideologico che sottostà al concetto-
Forse sarebbe stato più opportuno fare un focus sul comportamento reale di scelta e di acquisto valutato nell’esperienza di vita sia come consumatore che cittadino.
È inevitabile che i due modi di identificarsi siano diversi e questa differenziazione potrebbe aiutare a cercare il legame con la Responsabilità della impresa vissuta attraverso i suoi marchi e i suoi prodotti.
La parte relativa alla opinione sulla comunicazione aziendale rispetto al sociale che è cosa diversa dall’ambiente e dalla responsabilità è molto interessante e preoccupante..
L’equivalenza tra negativi e positivi sia tra le imprese di comunicazione e cittadini pone un problema di intervento strategico rispetto ai valori, le regole, i comportamenti e le leggi oltre alla prassi amministrativa.
In particolare l’enfasi sulla strumentalità delle azioni di comunicazione non può che riverberarsi nella relazione con la responsabilità dei cittadini e dei consumatori che sembrano sfuggire a questo impegno.
Da qui il divario sul tema della credibilità non può che essere notevole, ma al di là del paragone tra Agenzie Unicom e Italiani è preoccupante l’opinione degli italiani così bassa nei confronti del sistema produttivo e, probabilmente, commerciale.
Il richiamo ai controlli e all’uso strumentale delle agenzie nella comunicazione va nella direzione di un dato percettivo e di opinione che poco ha a che fare con lo stato reale delle cose, ma si riferisce ai luoghi comuni e agli stereotipi attivati dai media.

Michelangelo Tagliaferri  
Membro del Comitato scientifico OPCC , Fondazione Accademia della Comunicazione , Formazione e Trend della comunicazione

 

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