Flash

La fiducia nel rapporto brand – clienti

Target, pubblico, fan, prospect, client, follower: è vastissimo il bacino di sinonimi a cui possiamo attingere per indicare i destinatari delle nostre comunicazioni aziendali. I problemi, però, sorgono nel momento in cui perdiamo di vista il presupposto basilare che dovrebbe invece rappresentare una vera e propria cometa nel mondo dell’advertising: il consumatore è, prima di tutto, una persona.

Target, pubblico, fan, prospect, client, follower: è vastissimo il bacino di sinonimi a cui possiamo attingere per indicare i destinatari delle nostre comunicazioni aziendali. I problemi, però, sorgono nel momento in cui perdiamo di vista il presupposto basilare che dovrebbe invece rappresentare una vera e propria cometa nel mondo dell’advertising: il consumatore è, prima di tutto, una persona. Può sembrare una banalità, eppure ricordarci costantemente questo assioma ci consentirebbe di evitare numerosi errori e massimizzare l’efficacia dei messaggi pubblicitari di cui ci rendiamo portavoce. È questo il motivo per cui il web marketing sta decisamente rivalutando la centralità del dialogo tra brand e persone. Come giustamente sottolineato da Di Fraia in uno dei suoi libri, la visione del consumatore focalizzata sull’atto dell’acquisto deve lasciare il posto alla riscoperta dell’individuo nella sua più ampia multidimensionalità.

È per questo motivo che, durante il Forum della Comunicazione che si terrà a Milano tra pochi giorni, ho deciso di affrontare il tema della fiducia nelle relazioni tra marca e target, con un innovation speech dal titolo “Ho sposato un Brand”.

foto_Francesco_Mazzo ritagliata

Per spiegarmi meglio (senza anticipare troppi dettagli), vorrei portare alla vostra attenzione l’esempio di una marca il cui caso è sotto gli occhi di tutti, ossia la multinazionale fondata da Steve Jobs. Esistono fondamentalmente tre tipologie di approccio al mondo Apple da parte degli acquirenti: l’odio profondo, l’acquisto occasionale, il colpo di fulmine. Nella prima categoria rientrano quelle persone che per nessun motivo al mondo comprerebbero un i-phone: troppo costoso, troppo famoso, troppo inflazionato, troppo di tutto. Nella seconda ci sono quelle persone a cui, fondamentalmente, avere un telefono piuttosto che un altro non fa alcuna differenza: si ritrovano così con un Mac in casa, senza nemmeno sapere bene perché.

Come nasce l’amore per un Brand

brand love

C’è poi il compratore appartenente alla terza tipologia – a giudicare da quante “mele” ci circondano ogni giorno, si tratta della stragrande maggioranza – che in un dibattito pubblico reale o virtuale, pur di difendere a spada tratta la superiorità dei dispositivi Apple rispetto a tutti quelli dei competitor, sarebbe disposto ad affrontare anche le sette piaghe d’Egitto. Perché con il suo Brand preferito si è instaurato un vero e proprio feeling, una storia d’amore fondata sulla fiducia, sul rispetto delle parti, sulla stima, ma soprattutto sul dialogo. Non è una casualità se molti utilizzatori di i-phone non toccano più smartphone di altre aziende e si trasformano in stakeholder del settore,“evangelizzando” la qualità di questi articoli. Nè si tratta, badate bene, di mera moda.

rapporto tra cliente ed Apple

Se vi è mai capitato di entrare in un Apple store, potete comprendere bene il senso del mio discorso. Quello Apple non è un semplice negozio: è un’esperienza multisensoriale, un luogo in cui puoi trascorrere tutto il tempo che vuoi sperimentando da vicino la bellezza della tecnologia, partecipando a workshop, rivolgendo a uno specialist tutte le domande per trovare l’articolo più adatto alle tue esigenze, prenotando un appuntamento al genius bar per ricevere un’assistenza clienti personalizzata. Insomma, sei il vero protagonista di questo “viaggio” nel mondo del Brand e come tale vieni trattato da ciascuno dei dipendenti. Per non parlare della nuova concezione di store che Apple ha da poco inaugurato a San Francisco, con impianti di energia solare, wi-fi pubblici, pareti interattive e un enorme schermo 6K.

Un altro ambito in cui l’esperienza vissuta dall’acquirente si sta evolvendo alla velocità della luce e ha acquisito negli ultimi anni tutto un altro sapore – è il caso di dirlo – è quello del Food Retail, settore di punta nel mercato internazionale, ma soprattutto in quello italiano, viste le nostre numerose eccellenze enogastronomiche. Ma non mi dilungo oltre, per questo discorso ci vediamo il prossimo 9 giugno! 

Francesco Mazzo
Consigliere Unicom e CEO dell’Agenzia di Comunicazione Bamakò

 

 

Fonti: www.forumcomunicazione.it/www.macitynet.it

 

(articolo tratto da www.bamako.it/digital-revolution-blog)

Potrebbero interessarti anche: