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Il governo della reputazione e la reputazione del Governo

Il caso delle statue coperte ai Musei Capitolini in occasione della visita del Presidente iraniano Rouhani ha fatto il giro del mondo, con titoli sulle più importanti testate internazionali come The Guardian, Bild, Haaretz.
Pare che la scelta fosse stata presa in assoluta autonomia da parte dell’Ufficio del Cerimoniale di Palazzo Chigi guidato da Ilva Sapora…

Il governo della reputazione e la reputazione del Governo

Il caso delle statue coperte ai Musei Capitolini in occasione della visita del Presidente iraniano Rouhani ha fatto il giro del mondo, con titoli sulle più importanti testate internazionali come The Guardian, Bild, Haaretz.

Pare che la scelta fosse stata presa in assoluta autonomia da parte dell’Ufficio del Cerimoniale di Palazzo Chigi guidato da Ilva Sapora, una dirigente prossima al pensionamento, anche se oggi appare davvero difficile immaginare che un funzionario esperto di alto livello ed esperienza (insieme al suo staff di 70 persone con 4 dirigenti) si assuma in piena autonomia, senza chiedere un avvallo politico, una decisione di tale portata durante la visita del Presidente Rouhani, la prima in un Paese dell’Unione europea dalla sua elezione, ed ancora più strategica per il peso delle relazioni economico-commerciali tra Italia e Iran.

A distanza di mesi, comunque, le cronache riportano poche, ulteriori informazioni, se non la decisione da parte del premier Renzi di “parcheggiare” la Sapora nelle successive visite estere e quella di irrobustire lo stesso Ufficio del Cerimoniale con figure professionali più adatte all’uso delle lingue estere, essendo – pare – l’incomprensione linguistica la vera causa che ha portato alla copertura dei nudi capitolini.

Ad ogni modo, quel che oggi mi preme sottolineare, anche perché ritengo non sia stato ancora fatto a dovere, è che alla base della professione delle Relazioni pubbliche, alla quale si potrebbe iscrivere il ruolo del “cerimoniere” di un Governo, c’è proprio il “governo della reputazione”.

Ciò che ci si chiede in tal senso è quanto valga in termini di effetto la gaffe planetaria incassata dallo staff governativo: purtroppo la reputazione, difficilmente misurabile con un indicatore da rating, non è certo meno importante del valore delle esportazioni oppure degli insediamenti di aziende estere in Italia.

Di certo, per molto meno, nell’industria privata i manager rispondono con effetti significativi sulla carriera e sulla propria professione. Oggi un manager, un politico, un imprenditore non può prescindere dai risultati, siano essi qualitativi che quantitativi, anche nelle relazioni pubbliche e soprattutto nella PA.

La reputazione, insomma, si paga… a caro prezzo, anche senza responsabilità.

Francesco Ferro
Direttore Generale Integra Solutions

 

(articolo tratto da www.integrasolutions.it/isblog)

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