UNICOM 3.0 Lettera aperta di Francesco Ferro al Presidente Unicom. Ubertis: apertura al dialogo e cocreazione 3.0

Francesco Ferro – Direttore Generale dell’Associata Integra Solutions – ha inviato una lettera aperta al Presidente Alessandro Ubertis in cui esprime le sue riflessioni sul futuro di Unicom.

Il Presidente Ubertis risponde incitando al dialogo e alla cocreazione 3.0.

 

Lettera aperta all’Unicom 3.0

Francesco-Ferro_-Integra-SolutionsCaro Presidente,
raccolgo il tuo invito nella lettera di insediamento portando il mio personale contributo.
Ma prima di questo consentimi un vivo ringraziamento al presidente uscente, Donatella Consolandi, che nel suo mandato ha avuto la forza, insieme ad un consiglio molto attivo e determinato, di ridare vigore all’associazione, per non dire di risollevarla da un periodo fin troppo buio ed appiattito. Grazie Donatella: a te, al tuo impegno, al sacrificio e all’amore che insieme ai colleghi hai dimostrato.

Ora, caro Alessandro, guardando avanti, la “tua” (nostra) sarà l’Unicom 3.0.
E proprio su 3 punti vorrei concentrarmi:

1. Rappresentanza
E’ il valore primario che costituisce un’associazione, ma le cose sono cambiate e mutano rapidamente. Credo che il concetto di rappresentanza vada completamente reinventato. Le armi di tutela, contrattazione e intermediazione che in tempi nemmeno troppo lontani consentivano il lavoro associativo, oggi sono decisamente spuntate. Le informazioni sono a disposizione dei più, i corpi intermedi “saltati” dagli interlocutori istituzionali. Reinventare il ruolo di rappresentanza vuol dire immaginarla da zero: chissà, magari la creatività che ci dovrebbe contraddistinguere potrà ispirare anche gli attuali modelli associativi che tentano con fatica di rimanere aggrappati a vecchie logiche.
La rappresentanza non potrà non considerare un sano, deciso e rapido percorso di integrazione con le associazioni del comparto. La nostra industry, seppur importante, non può continuare a permettersi sterili individualismi ed organizzazioni pluri-duplicate con l’effetto di abbassare inesorabilmente la qualità delle iniziative. Magari è utopia, ma quanto sarebbe bello immaginare un’unica, grande associazione dei comunicatori, siano essi professionisti, imprese, relatori pubblici, imprese del digital…

2. Servizi
Per chi è meno romantico e non trova nel valore della rappresentanza e dello stare insieme le risposte al costo della quota, allora saranno solo i servizi a dargliele. Tanto è stato fatto, i margini di crescita sono ancora importanti, soprattutto se riusciremo a non essere “dipendenti” dall’impegno dei singoli consiglieri. La formazione e la ricerca evoluta possono essere le chiavi su cui concentrarsi.

3. Opportunità
Siamo nell’epoca del ritorno d’investimento e, come dici giustamente nel tuo intervento, occorre proseguire sulle orme già individuate nel “fare rete”. Quanto più sapremo costruire piattaforme che trasformino le informazioni e le relazioni in opportunità, sempre più riusciremo a dare un “valore” tangibile ai nostri associati. Per fare questo – come già detto da qualcuno in assemblea – occorrerà ripensare in maniera significativa il nostro posizionamento, parlando anche alla nuova generazione di agenzie e imprese che hanno una natura profondamente diversa da quella che fino ad oggi ha contraddistinto il nostro sistema di impresa.

Sono convinto che la tua esperienza, la competenza, l’apertura che hai sempre dimostrato e la voglia di chi ti circonda potrà fare un gran bene.
Un abbraccio e buon Unicom a tutti,

Francesco Ferro
Direttore Generale Integra Solutions

 

foto Ubertis 150 x 150Carissimo,
prima di tutto spero che tu stia bene e che Integra stia bene almeno quanto te.
Scrivo con un copia incolla e intervento al fine di renderlo un dialogo e non una risposta alla tua lettera, estremamente gradita, al fine di avvicinarmi il più possibile al 3.0 inteso come dialogo e cocreazione di contenuti.

Allora:

Donatella: non possiamo che essere tutti grati di quello che ha fatto per Unicom e quindi per il fatto che nel suo mandato abbia avuto la forza, insieme ad un consiglio molto attivo e determinato, di ridare vigore all’associazione, per non dire di risollevarla da un periodo fin troppo buio ed appiattito è da annoverarla tra i giusti e buoni.

Unicom 3.0: L’Associazione deve essere ridisegnata ma lo può solo con l’aiuto di tutti i soci. Un aiuto fattivo, concreto (ad esempio: reclutamento di nuovi soci, organizzazione di convegni a tema, contributi all’osservatorio gestito oggi in maniera magistrale da Amarotto, recupero di sponsor tecnici e ambassador che diano lustro all’istituzione, proposte e opportunità per i soci) e tutto quanto può essere di vantaggio per loro ben venga questo perché: abbiamo degli impegni pregressi, anche nei confronti dei nostri dipendenti, che vanno onorati e un budget al momento limitato. Dobbiamo riuscire nel più breve tempo possibile a non avere lacciuoli che ci imbriglino e non ci permettono di evolvere verso:

1. Rappresentanza
E’ il valore primario che costituisce un’associazione, ma le cose sono cambiate e mutano rapidamente.
Le armi di tutela, contrattazione e intermediazione oggi sono decisamente spuntate.
Reinventare il ruolo di rappresentanza vuol dire immaginarla da zero.
Sono totalmente d’accordo nell’analisi e quindi? Oggi organismi quali Upa, IAP, Confindustria Intellect, etc e gli altri stakeholders istituzionali esistono ancora. Vogliamo concentrarci su quelli a noi più funzionali, con cui potremo dialogare e dimostrare di essere interlocutori affidabili, competenti e quindi autorevoli. “Con l’oste all’osteria, con il prete in chiesa” scrisse Dante, solo così potremo riuscire a porci il secondo obbiettivo di questo punto che mi vede concorde con te e quindi ti cito in toto:
La rappresentanza non potrà non considerare un sano, deciso e rapido percorso di integrazione con le associazioni del comparto. La nostra industry, seppur importante, non può continuare a permettersi sterili individualismi ed organizzazioni pluri-duplicate con l’effetto di abbassare inesorabilmente la qualità delle iniziative. Magari è utopia, ma quanto sarebbe bello immaginare un’unica, grande associazione dei comunicatori, siano essi professionisti, imprese, relatori pubblici, imprese del digital…
Ma questo non basta, raggiunto questo obiettivo dobbiamo, con un sano dialogo con gli altri interlocutori i nostri principali stakeholders, creare qualcosa di utile per le generazioni a venire perché la comunicazione abbia riconosciuto il ruolo che le compete nell’evoluzione del genere umano.

Per questo ti rammento che la maledizione divina contro la superbia degli uomini di Babele fu la confusione del linguaggio…

2. Servizi
Per chi è meno romantico e non trova nel valore della rappresentanza e dello stare insieme le risposte al costo della quota, allora saranno solo i servizi a dargliele. Tanto è stato fatto, i margini di crescita sono ancora importanti,
Sono d’accordo basta ingegnarsi a crearli, organizzarli e proporli.
soprattutto se riusciremo a non essere “dipendenti” dall’impegno dei singoli consiglieri.
Vorrei ricordarti la frase di Kennedy “non chiedere che cosa l’America può fare per te…” (non la cito tutta per rispetto alla tua conoscenza della storia)
La formazione e la ricerca evoluta possono essere le chiavi su cui concentrarsi.
La fortuna mi ha donato un consiglio eccezionale…sono certo che risponderemo alle tue aspettative ma ti voglio insieme a noi per rispondere a quelle degli altri nostri colleghi.

3. Opportunità
Siamo nell’epoca del ritorno d’investimento…
Quanto più sapremo costruire piattaforme che trasformino le informazioni e le relazioni in opportunità, sempre più riusciremo a dare un “valore” tangibile ai nostri associati…
Occorrerà ripensare in maniera significativa il nostro posizionamento, parlando anche alla nuova generazione di agenzie e imprese che hanno una natura profondamente diversa da quella che fino ad oggi ha contraddistinto il nostro sistema di impresa.
Il 22 sarà il nostro secondo vero consiglio… lasciaci un po’ di tempo.
Anche se già qualcosa si è fatto (oltre che pensato) durante l’amministrazione precedente.
Sono convinto che la tua esperienza, la competenza, l’apertura che hai sempre dimostrato e la voglia di chi ti circonda potrà fare un gran bene.
Sperem (te lo dico nella lingua di Renzo Tramaglino) io farò tutto ciò che posso, ti chiedo di farlo anche tu conoscendoti come persona di gran buona volontà (e capacità).

Buona Giornata

Alessandro Ubertis
Presidente Unicom

I Commenti sono chiusi