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Linking, diritto d’autore e cookies: a che punto siamo?

Dalla Corte di Giustizia europea all’Autorità Garante per il trattamento dei dati personali, facciamo il punto sulle ultime novità in materia di privacy e diritto d’autore

Dalla Corte di Giustizia europea all’Autorità Garante per il trattamento dei dati personali, facciamo il punto sulle ultime novità in materia di privacy e diritto d’autore

di Fiammetta Malagoli,
Comitato Scientifico OPCC Unicom
Titolare del Servizio di Consulenza Legale Unicom
Linking e diritto d’autore: la pronuncia della Corte di Giustizia

Alcuni giornalisti, redattori di articoli pubblicati sul giornale e sul sito Göteborgs‐Posten, il maggiore quotidiano svedese, hanno criticato il fatto che la Retriever Sverige (società leader nel nord Europa nella fornitura di strumenti di monitoraggio per la ricerca di notizie), attraverso il proprio sito internet , metteva a disposizione dei suoi clienti liste di link verso articoli pubblicati da altri siti. Cliccando sui link, l’utente non percepiva in maniera chiara di essere reindirizzato su un sito esterno per accedere all’articolo di proprio interesse. In questo modo, secondo i giornalisti, la Retriver Sverige avrebbe violato il loro diritto esclusivo di mettere le proprie opere a disposizione del pubblico, con conseguente lesione del diritto d’ autore.
Nel decidere sulla controversia, La Corte di giustizia si è domandata se costituisca effettivamente un atto di comunicazione al pubblico la fornitura – su un sito – di collegamenti cliccabili verso opere protette, disponibili senza limite di accesso su un sito terzo. Secondo i giudici europei, si tratta senz’altro di un atto di comunicazione, perché alla base della sussistenza di un atto di comunicazione c’è:

• che l’opera sia messa a disposizione del pubblico, in modo che coloro che lo compongono possano avervi accesso, essendo, poi, indifferente che utilizzino o meno tale possibilità;
• che avvenga nei confronti di un pubblico nuovo, diverso da quello considerato dai titolari del diritto d’autore, quando avevano autorizzato la comunicazione iniziale.

Nel caso specifico, la messa a disposizione, essendo stata diretta a tutti gli utilizzatori potenziali del sito (un numero indeterminato e piuttosto considerevole di destinatari) può dirsi avvenuta nei confronti di un pubblico vero e proprio che potenzialmente coincide con il pubblico potenziale del sito del Göteborgs‐Posten .
Nel caso esaminato, infatti, proprio perché il sito del Göteborgs‐Posten era liberamente accessibile da chiunque, senza necessità di registrazione, in linea teorica era già accessibile automaticamente anche per gli utilizzatori del diverso sito Retriever Sverige, con la conseguenza che i lettori del Retriever Sverige dovevano già essere considerati tra i potenziali destinatari della comunicazione iniziale e, quindi, ricompresi nel pubblico previsto dai titolari del diritto d’autore, sin dal momento in cui hanno autorizzato la comunicazione iniziale liberamente accessibile degli articoli contenuti nel Göteborgs‐Posten.
In mancanza di un pubblico nuovo, quindi, l’autorizzazione dei titolari del diritto d’autore (i giornalisti del Göteborgs‐Posten) non era necessaria.
Diversamente sarebbe successo, nel caso in cui il link avesse condotto gli utilizzatori ad eludere misure restrittive poste dall’altro sito e volte a limitare l’accesso del pubblico ai soli abbonati: in questa ipotesi, infatti, il complesso di tali utilizzatori avrebbe dovuto essere considerato quale pubblico nuovo e, per comunicare ad un pubblico nuovo gli articoli, sarebbe stata necessaria l’autorizzazione dei titolari del diritto d’autore. Lo stesso sarebbe avvenuto anche se l’opera ormai non fosse più a disposizione del pubblico sul sito, in cui era stata comunicata inizialmente anche senza restrizioni di accesso, oppure quando essa fosse rimasta disponibile su tale sito esclusivamente per un pubblico ristretto.

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Avv. Fiammetta Malagoli
Avv. Fiammetta Malagoli

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