Per mettersi in gioco bisogna sapere le regole. Che cambiano giorno per giorno.

18-banner-orizzontale-OPCCDI ROBERTO AMAROTTO,VICEPRESIDENTE UNICOM E RESPONSABILE CENTRO STUDI E OPCC UNICOM

Il primo anno dell’Osservatorio OPCC si conclude con il quarto appuntamento dove tutor e membri del Comitato Scientifico si sono cimentati nelle risposte ai quesiti che, scandagliando le 4 aree tematiche – professionale, servizi, mercati, trend – hanno esplorato il know-how dei social media, l’importanza dell’aggiornamento professionale, la problematica dei bandi di gara e dei contest online e le potenzialità offerte dall’Expò[1] alle imprese di comunicazione.

Argomenti intriganti e di grande attualità per i quali il team dell’OPCC ha proposto spunti e considerazioni interessanti con la consueta passione, dimostrando ancora una volta di saper offrire contributi utili per la costruzione delle strategie di sviluppo delle nostre imprese.
Ma una domanda tra tutte ha avuto la massima attenzione e il dibattito più serrato: quella sulla formazione.
Una summa di diversi fattori che le imprese di comunicazione devono saper distillare con sapienza e poi “assumere” in modo sistematico per crescere in sincronia con l’evoluzione della nostra professione e con le mutazioni continue del mercato in cui operiamo.

La formazione si presenta come il sottile filo rosso che unisce i pareri degli esperti  su tutte le aree tematiche affrontate:
– grazie ad un processo di formazione continua le professioni della comunicazione saranno in grado di gestire la complessità e i ritmi pressanti richiesti dal mercato;
– grazie alla competenza dei meccanismi e delle dinamiche di funzionamento del canale social il professionista sarà in grado di supportare il cliente nella declinazione della strategia del brand sui social network;
– grazie alla capacità strategica di creare nuove opportunità di business, l’Expo 2015 potrà tradursi effettivamente in un campo fertile per lo sviluppo di commesse.
– grazie alle competenze e alla reputazione maturate nel corso della propria storia, l’agenzia potrà essere in grado di sopravvivere nella selva dei bandi di gara e trovare una soluzione alla deriva della sanguinaria lotta al ribasso.
E se “gli esami non finiscono mai” con tutto il bagaglio di costi aggiuntivi, disagio organizzativo, ricerca della qualità delle docenze e dei temi affrontati, consoliamoci con la consapevolezza che solo l’aggiornamento professionale ci può assicurare la contemporaneità del nostro operato e la conseguente capacità di accompagnare i nostri clienti con i linguaggi, i valori e le strategie di comunicazione adeguate e performanti.

Non ci resta che augurarci che il seme della curiosità su tutto ciò che è nuovo e diverso dall’abituale sia sempre con noi e non ci faccia “sedere”, se non per metterci comodi ad aggiornarci. Magari leggendo qualche riflessione dell’OPCC… buona lettura!

Roberto Amarotto
Vicepresidente Unicom, Responsabile Centro Studi Unicom e OPCC, Ceo di Creativa.

 

Roberto Amarotto

Roberto Amarotto

 

[1] La genesi della domanda è precedente ai fatti di cronaca relativi all’Expo, ma le tempistiche di somministrazione del questionario si sono rivelate una disarmante coincidenza.

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