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Dall’impatto visivo all’impatto sociale: le nuove modalità di comunicazione delle affissioni pubblicitarie

Affiggere manifesti rappresenta una delle forme più antiche di comunicazione, quella più immediata.
Cosa c’è di meglio che andare in strada, incontro al mio consumatore, per dirgli che esiste un prodotto o servizio che fa al caso suo? Quel vecchio adagio che diceva “la pubblicità è l’anima del commercio” resta sempre attuale!

Affiggere manifesti rappresenta una delle forme più antiche di comunicazione, quella più immediata.
Cosa c’è di meglio che andare in strada, incontro al  mio consumatore, per dirgli che esiste un prodotto o servizio che fa al caso suo? Quel vecchio adagio che diceva “la pubblicità è l’anima del commercio” resta sempre attuale! Se non faccio sapere che il mio prodotto esiste o dove si trova il mio punto vendita, come posso pensare di avere buoni risultati di vendita?

Farmi vedere, notare dal passante, dall’automobilista, dal pendolare distratto non è facile. È il risultato di complicati meccanismi, sottili  ingranaggi. Un’arte insomma fatta di buona creatività, posizionamento, conoscenza del mio consumatore. Oggi, ancor più che in passato, in mancanza di budget elevati che garantirebbero la visibilità a fronte di un’elevata copertura, abbiamo bisogno di creare impatto. Di sfruttare ogni centesimo investito al meglio potenziando al massimo le caratteristiche che contraddistinguono questo mezzo.

Tra tutte ne emerge una in particolare: non posso sottrarmi all’affissione, non posso cambiare canale, sintonizzarmi su un’altra emittente! Questo elemento fa dell’affissione uno strumento davvero potente! Se la creatività però non è efficace non raggiungerò l’obiettivo. Allo stesso modo se l’area scelta non raggiunge un target interessante, l’investimento sarà vano. Ma soffermiamoci sul messaggio: il sovraffollamento di tutti i mezzi di comunicazione ha oggi raggiunto livelli piuttosto elevati. Si parla sempre di “bombardamento mediatico” ed è vero che ogni giorno siamo raggiunti da un elevatissimo numero di messaggi. Ma cosa ricordiamo veramente?

Molto poco, ciò che ci è rimasto più impresso, che ha suscitato il nostro interesse o curiosità, che ha trasmesso il valore della marca e del prodotto nel modo non solo più corretto ma “giusto” per il mio target. Ma come facciamo a trovare il giusto mix, la soluzione vincente? Non esistono regole precise ma qualche spunto. Si potrebbe cominciare isolando la caratteristica più importante del nostro prodotto, quella che ci contraddistingue dalla concorrenza e trasferirla in maniera originale sul cartellone e, in qualche maniera spettacolizzarla

Ci sono diversi esempi che vanno in questa direzione

Dentrifricio FormulaAffissione Heineken

 

Oppure possiamo “usare” il mezzo che ci ospita e renderlo parte integrante del nostro messaggio.

BuprofenNational Geographic Channel

 

O addirittura trasformare il supporto e renderlo davvero parte integrante della comunicazione

moses.filmTravel Alberta

Stupire, divertire, interessare, requisiti importanti che devono però avere un obiettivo ben chiaro: la memorabilità del marchio. A nulla serve una campagna divertente, intrigante se poi dimentichiamo il brand pubblicizzato o peggio lo associamo ad un’altra marca.
In una parola sola: semplicità, immediatezza, chiarezza sono gli  ingredienti  che non possono mancare.
Se ci allontaniamo invece dai contenuti ma parliamo di supporti pubblicitari sappiamo che possiamo collocare un pannello in molti luoghi. Certo, esistono vincoli ambientali e paesaggistici e in molte città ci sono limitazioni legate alle normative sul traffico o comunque al decoro.
Ma ci sono posti dove questi supporti possono essere la soluzione a gravi problemi, come la siccità e ci rendiamo conto allora di quanto anche la pubblicità in un modo molto inusuale può diventare un rimedio

È il caso l’azienda inserzionista che a Lima in Perù  ha installato, insieme alla sua agenzia, un enorme pannello pubblicitario in grado di generare acqua potabile sfruttando la forte umidità presente nell’aria.
Un progetto ambizioso, originale ma finalmente anche socialmente utile! Speriamo che sia solo l’inizio.

 

Maria Clotilde Spallarossa
Mediakeys Italia
Tutor OPCC Unicom del settore media offline

 

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