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L’espressionismo tedesco nel cinema

Al termine della guerra, la Germania poteva vantare una florida industria cinematografica. Dal 1918 fino all’arrivo del nazismo la produzione fu seconda solo a quella di Hollywood per innovazioni tecniche e influenza sul mercato mondiale. Dal 1920 al 1926 prosperò un grande movimento stilistico: l’espressionismo. Nel febbraio del 1920, a Berlino, veniva proiettato  “Das Cabinet des dr. Caligari” di Robert Wiene. La sua originalità ne decretò l’immediato successo. I critici sostennero che lo stile espressionista, in quel periodo già stabilmente affermatosi in molte altre arti, era giunto anche al cinema. Rappresentava una reazione al realismo, il tentativo di esprimere, attraverso distorsioni estreme, le emozioni più vere e profonde.
Il film dimostrava come le ricostruzioni in studio potessero avvicinarsi alla stilizzazione della pittura espressionista.
Nel cinema espressionista l’incisività espressiva legata alla figura umana si estende ad ogni elemento della messa in scena. L’azione procede a sbalzi e la narrazione subisce delle pause o semplicemente rallentaquando gli elementi si dispongono in una forma tale da catturare l’attenzione dello spettatore.
Era comune il ricorso a superfici stilizzate, a forme simmetriche che spesso venivano giustapposte ad altre simili.
L’uso della stilizzazione consentiva di relazionare elementi diversi.
L’uso della macchina da presa è più funzionale che spettacolare.
Per questo motivo difficilmente si hanno riprese particolarmente angolate, e l’obiettivo tende a rimanere su una linea perpendicolare, più o meno all’altezza degli occhi o del petto.
Tra i più grandi film espressionisti ricordiamo: “Nosferatu” (1922) di Friedrich W. Murnau, “Tatùff” ( sempre di Murnau, 1925), “Dr.Mabuse, der Spieler” (1922) di Fritz Lang.
Dal punto di vista produttivo, il periodo più proficuo dell’espressionismo si colloca tra il 1920 e il 1924.
I due soli film vennero realizzati dopo questi anni  “Faust” di F.W.Murnau, e “Metropolis” di Fritz Lang, che in pratica segnarono la fine del movimento.
I due fattori principali del declino furono gli elevati costi delle proiezioni e la partenza di diversi registi tedeschi per gli Stati Uniti. (via cinemadelsilenzio.it)

L'espressionismo tedesco nel cinema Werner Fuetterer  è  l'Arcangelo nel Faust (1926, FW Murnau dir.)L'espressionismo tedesco nel cinema Conrad Veidt  &  Lil Dagover  in  Il gabinetto del dottor Caligari  (1920, dir. Robert Wiene)L'espressionismo tedesco nel cinema Conrad Veidt  &  Lil Dagover  in Il gabinetto del dottor Caligari (1920, dir. Robert Wiene)L'espressionismo tedesco nel cinema Conrad Veidt in The Hands of Orlac (1924, dir. Robert Wiene)L'espressionismo tedesco nel cinema Genuine  (1920, dir. Robert Wiene) Scenografia dal pittore espressionista tedesco César Klein.L'espressionismo tedesco nel cinema Il Tell-Tale Heart  (1928, dir. Charles Klein)L'espressionismo tedesco nel cinema L'amore di Jeanne Ney (1927, dir. GW Pabst)L'espressionismo tedesco nel cinema M (1931, dir. Fritz Lang)L'espressionismo tedesco nel cinema Metropolis (1927, Fritz Lang)

immagini via oldhollywood.tumblr.com

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