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A Milano il convegno “AGAIN(ST) FASHION. Narrazioni contemporanee sul corpo, la bellezza e la moda”

La società attuale sembra essere dominata da ben precisi paradigmi estetici e vestimentari, trasversali a tutte le età e alle diverse possibilità economiche e culturali degli attori sociali. Di questo variegato universo, tre aspetti sembrano essere particolarmente al centro degli immaginari e dei discorsi contemporanei: la bellezza, il corpo e la moda.
A far da sfondo a questi temi vi è una percezione della moda come di un insieme di possibilità espressive del proprio sé. La moda è diventata una forma di estetica popolare, cui è difficile sottrarsi e che, in alcuni casi, aiuta gli individui a esprimere e definire la propria individualità, ma in altre situazioni, li allontana da scelte di normalità, segregandoli in una condizione di invisibilità e insignificanza. Da questi vissuti così contrastanti, si originano narrazioni e immaginari diversificati, più o meno favorevoli al fenomeno della moda tout court.
Altre narrazioni particolarmente potenti (e insistentemente veicolate dai media) sono gli ideali di bellezza e digioventù, propagandati non solo come frutto di scelte stilistiche ma anche come l’esito di un auspicabile impegno di cura e addomesticamento del corpo. La bellezza fisica, un tempo considerata dono divino o della natura, oggi è sempre più percepita come il sapiente risultato di molteplici tecniche di manipolazione corporee (diete, interventi chirurgici, cosmesi, attività sportive, tatuaggi, piercing, ecc.). Queste infinite possibilità di modificazioni corporee divengono parte integrante della pianificazione dell’esistenza e degli stili di vita da parte dell’individuo.
Il corpo diventa, dunque, oggetto e soggetto di scelte e di opzioni, è un progetto su cui investire risorse, tempo ed energie affinché possa essere il supporto più efficace per la definizione e l’esibizione dell’identità personale e sociale.
Al tempo stesso la moda veicola, propone e impone modelli corporali che si stanno sempre più diversificando.
Accanto all’idealizzazione dei corpi eccessivamente snelli, ad esempio, emerge oggi una branca dell’industria – l’overfashion – che non si limita a registrare il dato sociale dell’aumento dell’obesità, ma offre ai corpi sovrappeso, tradizionalmente emarginati dalle passerelle, la possibilità di vestirsi alla moda. Anche il binomio gioventù/bellezza tende a essere meno pervasivo per l’emergere di rappresentazioni di bellezze femminili agè e alcune tecniche di trasformazione corporea, come i tatuaggi, i piericing, un tempo ristrette a cerchie controculturali, sono sempre di più di moda.
Il convegno vuole avviare una riflessione critica su queste ricorrenti forme dell’immaginario riguardanti la moda nella sua relazione con la bellezza e il corpo, da un lato, per mapparne gli aspetti più comuni e, dall’altro, per ricostruirne anche le immagini meno note e conosciute con l’ausilio di studiosi di scienze sociali, esperti e imprenditori del settore della moda e della cosmetica.

AGAIN(ST) FASHION. NARRAZIONI CONTEMPORANEE SUL CORPO, LA BELLEZZA E LA MODA”

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