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Art.4 della Costituzione Italiana: il diritto al lavoro. L’esegesi di Roberto Benigni

Art. 4 – La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Roberto Benigni: Sentite il 4. “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro” Sono profetici. Ci sono le soluzioni a tutti i nostri problemi qua dentro. Se uno li va a vedere c’è scritto quello che dobbiamo fare. Roberto Benigni.2“Riconosce”,Il diritto al lavoro è promuovere” I verbi sono sempre quelli: attua, promuove, riconoscere, spinge. Sempre a volere, a volere. “Promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.” Cioè ogni Governo, qualsiasi Governo, deve lavorare per promuovere il lavoro, perché il lavoro è sacro. Ed ogni legge che va contro il lavoro è un sacrilegio. Questo ci stanno dicendo. “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.Mah, io dico la bellezza “materiale o spirituale” tu devi contribuire a farmi stare bene col corpo e l’anima. Sono uguali. La grandezza di aver messo insieme quel materiale e spirituale. Il lavoro è proprio il primo principio. Tu è inutile che mi dai tutti i diritti, se non ho lavoro. Non sono niente perché sono morto fisicamente ed anche socialmente, non sono nessuno. Quindi la prima cosa che mi devi dare è il lavoro perché ci si fonda, sono le fondamenta. E dice che riconosce a tutte questa cosa qua. Guardate che ogni legge che va contro il lavoro è davvero un sacrilegio. Se si escludono momenti di grande bellezza che la vita ci può regalare a tutti noi, e quelli li lasciamo da parte. Amare il proprio lavoro credo che sia la vera e concreta forma di felicità sulla terra. Quello che spetta alle future generazioni, ai futuri governi non è solo cercare il lavoro, ma far sì che ognuno di noi ami il proprio lavoro. Adesso è un’altra cosa davvero da Woodstock, un sogno, però dovrebbe essere questo il sogno di tutti. Perché con la disoccupazione, le persone non è che perdono solo il lavoro, perdono se stessi, non sanno più chi sono e stanno male, producono infelicità e fanno stare male gli altri. Perdiamo tutti quando non c’è lavoro perché produce infelicità. Quando noi lavoriamo non è che modifichiamo solo l’oggetto al quale  stiamo lavorando, modifichiamo noi stessi, diamo una forma alla nostra vita. Quella è la grandezza del lavoro. Quando ci danno la busta paga, dentro la busta paga non troviamo solo i soldi, troviamo un’altra ricompensa: noi stessi. Quella paga non è avere, è essere. ESSERE. Quella è la cosa importante. E’ proprio la nostra libertà, la nostra indipendenza, la nostra dignità, la nostra vita. I Costituenti sapevano il legame strettissimo che c’è tra il lavoro e la nostra personalità, lo sviluppo della nostra personalità. Quando riceviamo il compenso, quel compenso non dà solo da mangiare al corpo, nutriamo l’anima e i Costituenti lo sapevano. Per questo se non c’è lavoro crolla tutto. Crolla la Repubblica e crolla la Democrazia che sono appunto il corpo e l’anima delle nostre Istituzioni. Crolla tutto senza lavoro…

Video tratto dallo show televisivo “La più bella del mondo” in cui Roberto Benigni spiega i dodici principi fondamentali della Costituzione Italiana.

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