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Segui su twitter e facebook alle ore 11.00 la conferenza stampa di presentazione della mostra Venetkens

Dal 6 aprile sino al 17 novembre 2013 il Palazzo della Ragione a Padova ospita la mostra archeologica “Venetkens Viaggio nella terra dei Veneti antichi“. Promossa dall’Assessorato alla Cultura, il Comune di Padova, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed organizzata dall’agenzia di marketing e comunicazione Gruppo Icat.

Oggi (5 aprile) alle ore 11.00 potete seguire la conferenza stampa su twitter e facebook. Parteciperanno all’incontro: Andrea Colasio, Assessore alla Cultura del Comune di Padova e ideatore della mostra, Davide Banzato, Direttore dei Musei Civici e Biblioteche del Comune di Padova, i curatori Francesca Veronese e Giovanna Gambacurta e Marina Bastianello, Vicepresidente Fondazione Cariparo.

Segui su twitter e facebook alle ore 11.00 la conferenza stampa di presentazione della mostra Venetkens

Quasi 2000 oggetti per raccontare un viaggio lungo secoli
Dal Delta del Po alle alture pedemontane e alpine. Dai primi insediamenti all’arrivo dei Romani. Sono queste le coordinate nell’ambito delle quali è fiorita, nel I millennio, la civiltà dei Veneti antichi. Un viaggio nel tempo e nello spazio, che si può rivivere oggi nel suggestivo percorso della mostra allestita a Palazzo della Ragione. Quasi duemila reperti – alcuni mai esposti prima – ricostruiranno la cultura, la quotidianità e i costumi dei Venetkens. Come si procuravano il cibo? Come costruivano le abitazioni? Che rapporto avevano con il sacro? Come seppellivano i defunti? A queste e ad altre domande, la mostra risponde con un allestimento di grande impatto emotivo, dove trovano spazio ricostruzioni di abitazioni, santuari e tombe di famiglia. Luoghi in cui entrare e rivivere – grazie a suoni, luci e colori – le atmosfere e le sensazioni di un passato remoto, ma che parla molto anche di noi

Le coordinate di un’epopea unica
Il percorso espositivo accompagna il visitatore lungo tutte le principali tappe che hanno segnato la storia degli antichi Veneti. Questo viaggio immaginario comincia dalle coste del Delta Padano nel XII sec. a.C., un territorio dove l’acqua del mare e delle lagune si intreccia con la terra fino a confondersi; prosegue, nel tempo e nello spazio, arrivando alle pianure solcate dai fiumi, con gli insediamenti costruiti dall’uomo tra l’VIII e il V secolo a.C. e le città dei morti, costellate di tumuli e monumenti; continua quindi verso le alture per esplorare gli abitati arroccati nelle aree collinari del V, del IV e del III secolo a.C, con i suggestivi santuari di montagna, sperduti e quasi inaccessibili, ma ricchi di mistero. L’assorbimento del territorio veneto da parte degli antichi Romani, nel corso del II secolo a.C, segna la conclusione del cammino percorso dal visitatore, ed il tramonto della civiltà veneta stessa.
Frutto di un importante lavoro scientifico, la mostra mette in luce l’importanza della pratica della scrittura, l’abilità nella lavorazione del bronzo – con alcune rare situle – e l’attenzione dedicata al cavallo, animale totemico della protostoria europea e veneta in particolare, non di rado sepolto in apposite aree di necropoli e a volte addirittura accompagnatore, nel viaggio oltremondano, del suo padrone e scudiero.

Andrea Colasio, Assessore alla cultura Comune di Padova: “È una prima assoluta. Una prima di valore scientifico, culturale e didattico senza precedenti. Finalmente, Padova ospita una mostra archeologica che è LA mostra sui Veneti antichi: perché riunisce per la prima volta reperti e oggetti che raccontano la loro grande epopea. È un evento di respiro internazionale che, grazie a un itinerario espositivo di grande impatto, propone una ricostruzione fedele e approfondita della civiltà venetica. E unica è anche la sinergia che ha unito istituzioni, organizzatori e sponsor per regalare ai cittadini del Veneto, ai turisti e agli esperti del settore, una rappresentazione avvincente della cultura millenaria dei Venetkens”.
Un progetto di alto valore scientifico e culturale
I quasi duemila oggetti che sono esposti in Mostra sono provenienti da indagini archeologiche recenti e da scavi del passato, custoditi nei Musei di diverse regioni o nei depositi della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto. In particolare, alcuni di questi saranno presentati per la prima volta al pubblico, che potrà osservare da vicino reperti di inestimabile importanza e preziosità.

Vincenzo Tiné,  Soprintendente Beni Archeologici del Veneto: “Con quasi 2000 reperti da oltre 50 musei prestatori la mostra “VENETKENS. Viaggio nella terra dei venti antichi” rappresenta un’occasione storica per la comunicazione e la conoscenza estesa di una delle più celebri civiltà dell’Italia pre-romana. Mai prima d’ora è stato possibile – e difficilmente in futuro lo sarà nuovamente – raccogliere in un’unica sede, nella splendida cornice del Palazzo della Ragione di Padova, i capolavori e le principali novità della ricerca sui Veneti antichi. Grazie alla collaudata sinergia tra Soprintendenza per i beni archeologici del Veneto e Comune di Padova e alla perfetta collaborazione con Gruppo Icat, è oggi possibile proporre una mostra archeologica di rilevanza internazionale a dispetto della crisi che sembra ostacolare ogni impegnativo progetto culturale”.
Archeologia e tecnologia si incontrano e raccontano
Touch screen, postazioni multimediali, video e interfacce digitali. Ad essere unico in questa mostra non è solo l’alto valore scientifico dei reperti. Anche l’allestimento è un progetto innovativo: un percorso arricchito dalle più aggiornate tecnologie disponibili. Di grande impatto sono anche alcune ricostruzioni in scala 1:1, mirate a suscitare l’attenzione, ma soprattutto l’emozione del visitatore. Vedere l’interno di un’abitazione, entrare in un santuario e percepirne l’atmosfera sacrale attraverso la suggestione di una voce che invoca gli dèi, sentire il fluire dell’acqua; osservare un imponente tumulo funerario nel quale sono presenti numerose tombe a carattere familiare, cui si aggiungono una sepoltura equina da un lato, e dall’altro una sepoltura con due corpi: un uomo e un cavallo. Momenti di grande impatto emotivo, a completamento di una visita di piena e completa immersione nel mondo dell’antico Veneto.

Claudio Capovilla, Presidente Gruppo Icat: “Tecnologia e archeologia sembrano quasi in contrasto. Ma approfondendo la cultura dei Veneti antichi si capisce subito che in realtà non c’è alcuna opposizione. Proprio i Venetkens rappresentano una popolazione e una cultura che ha fatto dell’innovazione e della ricerca tecnica un valore fondamentale. Quindi progettare un allestimento di questo tipo significa rimanere fedeli a un’identità forte. Non solo, è un modo attuale di proporre la storia. Anche per le scuole. I bambini e gli studenti, infatti, potranno interagire con varie interfacce, vedere tradotto il proprio nome in venetico, immergersi nei suoni e nei colori di un grande popolo”.

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