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Le foto compulsive dei turisti secondo Martin Parr

Il turismo di massa è uno dei temi che ho fotografato costantemente negli anni. Nonostante la crisi il movimento è sempre in crescita. Ho notato però che una delle azioni che di recente il viaggiatore ha modificato è l’uso della macchina fotografica. All’inizio quando ho incominciato a riprendere i turisti questi si fotografavano davanti ai monumenti. Ora con le fotocamere digitali ed i telefonini l’intera visita è documentata. Dal momento che il turista entra in un sito non gli interessa di visionare il monumento nella sua dimensione ma di documentarla digitalmente distruggendo così il conceto stesso di realtà. Tra l’altro che fine fanno tutte queste immagini? Presumo che la maggior parte siano caricati su Facebook o su altri social network. Ma c’è qualcuno veramente interessato a vedere centinaia d’immagini? Probabilmente no. Ma comunque saranno costretti a visionarle su qualche album o su un cd rom. La mia teoria è che fotografare se stessi aiuta a ricordare che esistiamo e che facciamo parte di un mondo reale e riconoscibile. (…) (traduzione liberamente tratta dal blog del fotografo Martin Parr)

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