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Caffè: gli italiani nonostante la crisi sono fedeli alla marca

La presenza quasi capillare nelle famiglie e l’abitudine radicata al consumo, fanno del caffè un mercato stabile nei volumi. Negli ultimi anni, oltre allo sviluppo di capsule e cialde che tolgono quote al caffè macinato normale e alla ripresa del solubile, è cresciuta l’incidenza del decaffeinato (quasi il 10% a valore nelle vendite di ipermercati e supermercati). Nonostante sia aumentata la sensibilità al prezzo, la fedeltà alla marca è forte perché il consumatore si affeziona generalmente a un determinato gusto e difficilmente lo abbandona. Lavazza continua a essere leader indiscusso con una quota che vale il 48% circa in valore. Nel caffè macinato i principali follower a valore sono Kraft Foods (Splendid e Hag, brand che realizza una share vicina al 50% nel decaffeinato) e Cafe’ do Brasil con quote tra il 10% e l’11% oltre a Illycaffè (a volume Segafredo sostituisce Illy). Nel caffè in grani è sempre leader Lavazza ma con una quota molto più bassa, mentre nel solubile Nescafé rappresenta il 75-76% del valore. Il rank a valore dei brand nel caffè macinato espresso e normale vede in testa Lavazza (in particolare le linee leader in assoluto sono Lavazza Crema e Gusto, seguita da Lavazza Qualità Rossa) con un folto gruppo di follower a distanza: Kimbo, Splendid, Illy, Hag, Segafredo, Vergnano, Pellini. (via MarkUp)

via banca dati packaging Unicom

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